bollino ceralaccato

Tassi, leggi dell’economia e marziani

Oggi, venerdì 4 luglio dell’anno del Signore 2008, la BCE ha alzato il tasso base europeo di un quarto di punto. Obiettivo: frenare l’inflazione. Bene ho provato, anche leggendo il Sole 24Ore, a censire i rincari generati direttamente da questo rialzo.

Oggi, venerdì 4 luglio dell’anno del Signore 2008, la BCE ha alzato il tasso base europeo di un quarto di punto. Obiettivo: frenare l’inflazione.

Bene ho provato, anche leggendo il Sole 24Ore, a censire i rincari generati direttamente da questo rialzo.

Un rincaro fino a 10 MLD (di Euro si intende) del costo del debito pubblico.

Un aumento di 1.728 Euro per un mutuo ventennale di 100.000 Euro.

Un certo aumento del costo del denaro per PMI già palesemente in difficoltà.

E, poi, ho provato a immaginare quale impatto avrà su alcune principali fonti di inflazione: il costo del petrolio e delle altre materie prime. Non c’è voluta grande immaginazione: nessun impatto.

Sommiamo: generazione diretta di maggiori costi, nessun impatto sui costi che più preoccupano.

Certo un qualche effetto lo avrà sui consumi: rallenterà la domanda e non aumenteranno i prezzi dei prodotti di consumo.

Ma questo avrà un effetto “del secondo ordine” forse poco gradito: le imprese si vedranno aumentare i costi (del denaro oltre che delle materie prime), ma non potranno scaricarli sul mercato. E, quindi, tutte quelle micro, piccole e medie imprese che stanno vivendo a livello di redditività zero (e molte non se sono ancora accorte) si ritroveranno a produrre in perdita. Il risultato è immaginabile, sia sull’occupazione che sulla loro capacità di restituire i debiti che sono finanziati dal risparmio.

Naturalmente, ma questo è esplicitamente voluto, rallenteranno gli investimenti che potrebbero permettere alle imprese, ad esempio, di riqualificare il sistema d’offerta, di internazionalizzarsi etc.

Ma allora perché la BCE alzi i tassi?

Propongo una interpretazione un po’ particolare: sta banalmente usando legge economiche sbagliate! Come se cercasse di aggiustare un televisore con un martello credendolo il teatrino delle marionette.

Oramai è evidente che le attuali leggi economiche (tra l’altro mai citate da chi le invoca e, quindi, evidentemente, indiscutibili) hanno uno status “scientifico” molto traballante. Sono forse un riassunto di dinamiche economiche molto semplici di un mondo altrettanto semplice. Ma sono del tutto inadatte alla una società ed agli scambi economici attuali .

Chiunque abbiamo esplorato un minimo i progressi delle principali scienze del XX secolo si accorgerebbe immediatamente che le leggi economiche seguono ancora la pretesa riduzionistica della fisica classica che è stata abbandonata da almeno 80 anni.

E perché usa leggi economiche sbagliate?

Qui arriva il problema fondamentale della nostra società: l’autoreferenzialità. Che significa questa “parolaccia”,? Che le classi dirigenti si strutturano in circoli chiusi che si isolano dal resto del mondo. E non conoscono quanto accade fuori dal loro mondo.

Ancora più semplicemente, le classi dirigenti che devono usare le leggi economiche non si peritano di valutare la qualità di queste stesse leggi economiche. Anzi: le devono difendere perché se dovessero accettare l’esistenza di nuove leggi che non conoscono dovrebbero lasciare il loro posto a coloro che le conoscono …

Provate a prendere il telefono chiamare la BCE e chiedere del Sig. Trichet dicendo a chi vi risponde: “Voglio parlare con il  Presidente perché devo fargli notare che, se prova ad esaminare le dinamiche di sviluppo dei sistemi complessi, (che per esempio suggeriscono la meccanica quantistica o la teoria dei sistemi auto poetici), si accorgerà che le leggi economiche che sta usando sono del tutto sbagliate. Mi permetto di offrire un seminario al Direttivo della BCS su meccanica quantistica e sistemi autopoietici …”

Che risposte pensate di ottenere?

Certamente non riuscirete a parlare con Trichet perché protetto da barriere antisconosciuti. Peccato che le idee nuove possano venire solo dagli sconosciuti…

Ma non ci riuscirete anche per un’altra ragione. Sempre sul Sole è riportata una sua dichiarazione ai giornalisti: “ … conoscete il nostro modo di operare: non prendiamo impegni”.

 

Un marziano che vuole che nessuno sbarchi su Marte.

Un marziano perché tutti noi ci prendiamo nei confronti dei nostri simili tutti i giorni impegni. Molti se non li rispettano (questi impegni si chiamano obiettivi) vengono “buttati fuori”. Molti di noi devono rispettare impegni imposti da chi non si prende (e se ne vanta) impegni in proprio, come l’aumento dei costi dei mutui.

Un marziano che non vuole interferenze e giudizi, che non ha bisogno di consenso perché si proclama “indipendente”.

Un marziano che non vuole che noi si vada su Marte, ma che scatena tempeste sulla terra, convinto che siano pioggerelline che disturbano un po’, ma rigenerano.

 

E cominciare a chiedere la nostra opinione? Dopo tutto la sovranità continua ad appartenere al popolo. Oppure no?

Francesco Zanotti

Francesco Zanotti

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