bollino ceralaccato

Le avventure di K - IV : K e l’Azienda Estetica…

Una nuova puntata delle avventure aziendali di K verso la consapevolezza...

 

Nei modi più diversi, siamo tutti simili
Làszlò Merò (Matematico specializzato in Teoria dei Giochi)

 

From Communication Flow to Cash Flow….

Nel precedente articolo K aveva intuito qualcosa - ma non sapeva ancora cosa…

Sapeva solo di aver scoperto che l’Azienda….non esisteva più!  O, almeno, esisteva solo uno “scheletro” fatto di organigrammi, obiettivi, livelli di servizio, riporti funzionali, bonus, stock options e altre strutture più o meno ‘pericolose’.

Ma oltre tutto ciò, K temeva di scorgere… il vuoto.   Tante ‘facciate’, come nelle migliori scenografie di Cinecittà, che realizzavano apparenze.  Nulla è come appare…

Dietro le formali relazioni tra gli Esseri Umani che costituiscono l’Organismo-Azienda, K presumeva di trovare una Comunicazione sana, corretta, coerente e operativa, capace di coinvolgere i lavoratori in un flusso d’informazioni che producesse efficienza aziendale, ossia risultati, profitto e vitale cash flow.

Il primo dubbio in tale senso glielo procurò l’ultimo direttore commerciale arrivato, molto attivo e decisionista, il quale confidando a K le proprie opinioni su alcuni candidati da assumere per potenziare le preziose relazioni con i clienti, espresse un articolato giudizio negativo su un brillante ragazzo che vantava già cinque anni d’esperienza nel settore d’interesse: era grasso!

Ma come….?!  “Grasso”…? E la competenza, la personalità, i meriti e le credenziali…?  Perché richiedere un curriculum, allora?  Basta una foto!  Certo nel nostro mondo consumistico, l’immagine è importante, oppure… è tutto?

Molti non la pensano così, per fortuna, ma solo perché hanno ‘gusti’ opposti.    K si ricorda ancora bene del disorientamento creato dal precedente amministratore delegato con i suoi ripetuti elogi elargiti al look del precedente direttore commerciale: “un aspetto anticonvenzionale, fuori dagli schemi e innovativo – in linea con i nostri avanzati servizi tecnologici!”.

Ma come…?!  Adesso, la trasandatezza, ritoccata da un po’ di forfora e da una (s)capigliatura mai disturbata dopo il risveglio, diventa “look”…?!  De gustibus

Forse, il diverso approccio estetico alle questioni aziendali potrebbe essere una spiegazione di questi frequenti ricambi di amministratori e direttori commerciali – perfettamente coerente con l’imperante esigenza del ricambio d’immagine, di vestiario, di scarpe, di look…

L’importanza della ‘facciata’ e dell’attività apparente è antica, come insegna la storiella del  “Facite Ammuina”, ossia del Regolamento della Real Marina del Regno delle due Sicilie del 1841, da usare in occasione di visite a bordo delle Alte Autorità del Regno: “Tutti quelli che stanno a prua vanno a poppa, e quelli che stanno a poppa vanno a prua; quelli che stanno a destra vanno a sinistra e quelli che stanno a sinistra vanno a destra;…ecc.” [traduzione dal napoletano]

K ha però appreso nella sua Azienda quanto sia stata ‘professionalizzata’ questa rudimentale arte dell’apparire.

Peccato che in tutta quest’attenzione spasmodica per l’apparenza si perda di vista il fare, la concretezza, il Dialogo costruttivo; in breve: il Benessere Aziendale, nonché Professionale di ciascuno.

In tale contesto di comunicazioni falsate da obiettivi effimeri e da falsi ‘idoli’, si realizza, infatti, sempre più il sogno del consumismo e dei guru del marketing d’assalto: la creazione organizzata d’insoddisfazione.

La rincorsa a modelli di ruoli, di aspetto e di comportamento sempre più mutevoli e importanti, rende sempre più incoerente, alienata e frustrata la personalità di chi vuole essere coerente con la ‘cultura’ aziendale e manageriale vigente… per quella ‘stagione’!    L’alternativa è rinunciare a tale sintonia con le mode degli altri, essere sempre se stessi, ma il prezzo può essere ancora più elevato.

K ha deciso di essere stesso, senza cadere nel risultato di diventare sempre meno vivo mentre lavora, come ormai percepisce in tanti colleghi che rinunciano a numerose funzioni esistenziali, senza tormenti, dilemmi e dubbi; insomma: inconsapevolmente.

Considerarli ‘morti’ è eccessivo; forse ‘defunti’…  Ecco: ‘zombi’, ossia ‘morti viventi’!   Ma come può accadere una tale involuzione in un mondo di sana e vitale produttività, si chiede K?  Gli vengono improvvisamente in mente le letture di Konrad Lorenz, l’etologo che mostrò come la competizione è sana in tutte le ‘società’ animali, solo se è rivolta verso i possibili avversari, esterni alla specie o al gruppo.  La stessa competitività, figuriamoci se trascesa in iper-competitività, diventa pericolosa se rivolta all’interno della specie o del gruppo, per mancanza di minacce esterne.

In tali situazioni si generano sempre esasperazioni e ipertrofie di ‘caratteri’ –genetici o culturali- legati all’immagine e all’aspetto: il trionfo dell’estetica!   Dalle ingombranti corna delle renne alle sproporzionate ali o code di alcuni uccelli, gli animali che vivono solo una competizione interna al gruppo (intra-specifica) sviluppano organi che diventano d’impaccio per le tutte le loro funzioni esistenziali salvo che per attrarre i membri del sesso opposto.

Negli Esseri Umani….? Semplicemente lo stesso risultato della iper-competizione intra-specifica: l’esasperazione della moda, del consumismo, del denaro, dell’immagine  – Lorenz docet.

Ebbene, K ha compreso quanto il sistema aziendale sia divenuto assoluto, esistenzialmente dominante e autoreferenziale: il bene dell’azienda è il tuo bene, è il bene di tutti!   La Vita Aziendale ha predominio assoluto su tutte le altre Vite, in barba alle nostre preziose ‘personalità plurime’ e a tante funzioni esistenziali da esprimere (che è poi la vera definizione di ‘vita’…)

Ecco il ‘mostro’ paventato da Lorenz: la vita aziendale non vede concorrenti, e l’importante quindi è primeggiare in quella forma di vita; da questa competizione interna discendono tutte le patologie che portarono il poeta Valerio Magrelli a scrivere:

non serve a niente essere vivi

mentre lavoriamo.

Ma ecco la più amara verità:

bisogna meritare anche la schiavitù.

 

L’angoscia di K si tramuta in fattiva ricerca e studio: si precipita su Internet e cerca, cerca, cerca e trova chi parla di, e affronta, la salvaguardia delle sue ‘personalità plurime’, delle sue diverse ‘vite’, con la speranza di vivere meglio, e di più, mentre lavora, anziché lasciare che sia esclusivamente il lavoro a invadere la vita.

K apprende le cause, i meccanismi e le possibili reazioni dei problemi aziendali che lui stesso vive.  I problemi derivanti dall’ignoranza scientifica sui temi della complessità, della gestione dei dilemmi e delle decisioni ottimali li inquadra grazie al Progetto in Rete www.complexlab.it.

K trova articoli che parlano di uno come lui, anzi…

K sta ora leggendo, dal sito di  www.naturalia.net , “Le avventura di K”… com’è piccolo il mondo.   E mentre legge, apprende che Naturalia.net gli offre dei corsi con lo sconto del 20% proprio per … “Essere vivi mentre si lavora”.

S’iscrive subito, pregustando l’ameno paesaggio primaverile del Monferrato e i benefici temi trattati nell’evento di sabato 25 Marzo 2006.

Con quale “Survival Kit” tornerà K da tale Esperienza Olistica Professionale, per meglio affrontare gli stessi problemi e le stesse esperienze lavorative che oggi lo tormentano?   Come potrà contribuire, con un suo maggior Benessere Professionale, al Benessere dei suoi colleghi e della sua Azienda?  Perché… un lavoratore sano, rende più sana l’Azienda.

 

A presto …. con le nuove conoscenze acquisite da K per

permettere alla vita, invasa dal lavoro, di invadere il lavoro.

 

Nicola Antonucci

nicola.antonucci@libero.it

www.complexlab.it

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  • Azienda: ComplexLab
  • Posizione: Founder
  • Città: Milano
  • Cell: +393488558073
  • Email:nicola.antonucci@complexlab.it
  • Competenze:
    • Digital Business & Marketing & Financial Development
    • Finanza - Deflazione / Deflation, RoboTrading
    • Facility Management
    • Complessità / Complexity
    • Motivatore aziendale & BioPhysical Spirituality Flow-er
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