bollino ceralaccato

Il DNA del Trader Scientifico, prima puntata

Quali sono i principi scientifici e le metodologie dell’Analisi Fisica Azionaria (AFA) per comprendere, vedere e cavalcare la volatile volatilità, in una realtà nella quale “Il futuro non è più quello di una volta”?

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Genesi: il peccato originale.

La scienza è nata per prevedere il futuro e controllarlo. Anche l’astrologia, la lettura dei tarocchi e delle mani… Questa intima esigenza umana fatica però ancora a trovare un metodo capace di donare serenità di fronte all’imprevedibilità della natura.

I trader conoscono molto bene quest’esigenza e la conseguente frustrazione, ma oggigiorno – meglio, da 20 anni - possono affrancarsi da tali sofferenze.  Come? Innanzitutto, accettando l’umile studio delle scienze moderne e la conseguente ‘bonifica’ di quanto imparato finora.

Quali discipline scientifiche? Ecco le ‘bussole’ per trader:

  • Teoria della Complessità/Caos (TdC), per comprendere che è dannoso cercare di prevedere, ma che si può invece ‘cavalcare’ con criteri oggettivi;
  • Teoria dei Giochi (TdG), per comprendere che è dannoso voler decidere con criteri razionali e coerenti, ma che si possono invece ottenere risultati molto migliori accettando le ‘strategie miste’ e il consapevole mix di decisioni contrastanti;
  • Le Scienze Cognitive (SC), per comprendere che Pico della Mirandola aveva torto: il nostro libero arbitrio è poca cosa rispetto ai condizionamenti mass mediatici e memetici(inoculamento di memi, ossia ‘virus culturali’).

La presunzione di poter conoscere il futuro dei sistemi complessi è, scientificamente, una violazione delle leggi di natura, un ‘peccato mortale’.

Per convivere meglio con tale irresistibile tentazione peccaminosa, occorre tornare al XVII secolo quando Blaise Pascal e Pierre de Fermat aiutarono un disperato giocatore di dadi con l’invenzione del calcolo delle probabilità e del primo esempio (improprio) di ‘attrattore’: probabilistico, in questo caso.

Il giocatore imparò a non affidarsi più a superstizioni e fiuto personale, ma a comprendere che i dadi sono attratti da uno specifico comportamento: mostrare le sei facce un numero equo di volte; soltanto, però, se i dadi non sono truccati e se si effettuano un gran numero di lanci. In realtà, i dadi sono sempre ‘truccati’ in natura (quando mai si hanno tutte le facce esattamente identiche?) e, prima di effettuare il ‘gran numero di lanci’ necessario… si può anche perdere tutto.  Stesso discorso vale per roulette, giochi di carte, eccetera…

Che fare allora? Semplice, si può e si deve imparare a usare la scienza matematica per calcolare i propri comportamenti (chiamati ‘strategia’ in TdG) che ottimizzano le vincite; il calcolo dovrà ovviamente tener conto del capitale disponibile, della giocata minima, dell’aspettativa di vita del giocatore (!) e, soprattutto, degli ‘attrattori probabilistici’ noti (misurando e/o visualizzando la storia del comportamento dei dadi, della roulette, delle carte, dei titoli…).

Da Prometeo all’Ubriaco

Dalle divinità capaci di prevedere il futuro e quindi di aiutarci (come il mitologico titano Prometeo) alla comprensione dei comportamenti imprevedibili, seppur probabilistici (come il ‘random walk’, la camminata casuale dell’ubriaco), i fisici e gli economisti hanno imparato ad accettare il passaggio dalla prevedibililitàdeterministica dei fenomeni (approccio ‘laplaciano’ dal XVIII al XX secolo) a una prevedibilità probabilistica (XX secolo: fisica quantistica).

Eppure, tutti provavano ancora un tale orrore per il vero nemico irriducibile delle scienze, ossia le turbolenze (il caos), da seppellire per 60 anni la geniale intuizione di J-H.Poincaré, che già nel 1908 comprese ciò che oggi chiamiamo Teoria della Complessità.  Solo negli anni ’70 s’iniziò a capire che il caos e le turbolenze hanno anch’esse delle leggi, un ordine, un senso; in pratica:  degli attrattori,caotici’ o ‘strani’, questa volta.

Analogamente al giocatore di dadi del XVII secolo, anche noi abbiamo nuove discipline scientifiche in grado di aiutarci a comprendere verso cosa sono attratti certi fenomeni. I fenomeni meteorologici attirano molto interesse nel weekend, ma i fenomeni finanziari… tutti i giorni!

Per affrontare il Caos e la sua superiore imprevedibilità non basta più la matematica e il calcolo delle probabilità, ma occorre il computer. Ecco perché solo a partire dagli anni ’60 gli scienziati hanno potutovedere ciò che Poincaré aveva compreso, 60 anni prima.

Vediamo alcune conseguenze di questa rivoluzione scientifica per il nostro ambito finanziario:

  • Toro e Orso incatenati. Il paradigma della prevedibilità risponde ancora pervicacemente, con formule ‘da Nobel’, a tante domande poste sulla gestione della volatilità dei portafogli (Markowitz: cos’è il rischio?), sulla volatilità delle azioni (Modigliani-Miller:quanto vale un’azione?), sulla volatilità delle opzioni (Black-Scholes: quanto vale il rischio?), sul CAPM (Capital Asset Pricing Model di Sharpe: quanto vale un’attività?).
  • Toro e Orso s-catenati.  La realtà mostra, al contrario, che non c’è formula, modello o Premio Nobel che tenga a bada Tori e Orsi: i disordini dei mercati sbeffeggiano il paradigma matematico-finanziario ancora in auge, ma ormai al suo crepuscolo: dal lunedì nero del 1987 alla Crisi delle Tigri Orientali del 1998, dal fallimento del LTCM (1998, hedge fund dei ‘Nobel’ Scholes e Merton) ai contraccolpi finanziari globali scaturiti da una qualsiasi Monica Lewinsky…
  • L’Apocalissi: L’avvento della vita artificiale.  Il trader non può più permettersi di immaginare il mercato azionario come il prodotto di interazioni umane, dove la psicologia umana è un meccanismo importante. Molto più decisiva è diventata la psicologia dei computer. Cosa vuole dire, e quale futuro per il Trader Umano? Alle moderne scienze l’ardua sentenza.

Bene, ma quali scienze, e come?
Li vedremo nella prossima puntata.

Per approfondimenti

B.Mandelbrot ‘Il disordine dei mercati’, edito da Einaudi, 2005.
Teoria della Complessità/Caos
Teoria dei Giochi
Scienze Cognitive

Trader Scientifico e Analisi Fisica Azionaria sono marchi registrati

Nicola Antonucci   
nicola.antonucci@libero.it

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