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complessità

Comunità e Complessità: una lettura di Telefono Azzurro come ipotesi di Social Network

Carlo Mazzucchelli

( Per approfondimenti o per richiedere la tesi scrivete a Federica Gozza )


INTRODUZIONE

Presupposto fondamentale per la comprensione della società occidentale contemporanea, come epoca radicalmente differente da quelle che l’hanno preceduta, è l’assunzione del concetto di complessità come caratteristica inscindibile della società attuale.

Alla base dei mutamenti che hanno condotto alla creazione della società contemporanea si pongono alcuni fattori fondamentali, come la fine della legittimazione delle metanarrazioni su cui si poggiava la base del consenso sociale, la fine del mito del presupposto della razionalità, come simbolo della conquista dell’uomo sulla natura, e a livello più generale si conclude la fase storica positivista fondata sulla valorizzazione indiscriminata del progresso e di tutti i fattori da esso coinvolti. Il rapido sgretolarsi di questo mondo, emblematicamente rappresentato nella tradizione sociologica dalla contrapposizione tra comunità e società, è visto come l’inizio di nuove forme sociali fluttuanti e mutevoli, all’interno delle quali gli individui sono costantemente alla ricerca di percorsi di senso difficili ed inafferrabili in una società dove ogni forma di partecipazione sembra ormai evanescente.

Le teorie che fanno seguito sono la dimostrazione di come il rapporto individuo/società non si sia mai sfaldato irreparabilmente, ma di come gli individui abbiano solo cambiato i metodi e i mezzi attraverso i quali cercare dei percorsi di senso che li conducano verso nuove forme di appartenenza, non più radicali come quelle del passato, ma adatte all’ambiente sistemico complesso in cui l’uomo è inserito e che lui stesso ha creato. Il bisogno di crescita individuale e il bisogno di identificarsi nell’appartenenza ad una qualche entità collettiva, non sono più due necessità soddisfabili o in maniera unitaria o in maniera contrapposta.

L’individuo contemporaneo si è creato dei nuovi equilibri, che oscillano costantemente tra libertà ed autonomia, tra socialità ed appartenenza e tra specificità individuale ed integrazione. La sfida più impegnativa che l’uomo postmoderno ha dovuto affrontare e con cui si confronta ogni giorno è sicuramente quella della crescente complessità delle strutture spaziali, sociali e culturali. Nel passaggio dalle società tradizionali alla società complessa le forme di integrazione e di appartenenza al gruppo si allontanano sempre più dai vincoli di carattere fisico ed affettivi, fino al punto in cui questi non divengono che marginali.

Se la crescita della complessità conduce ad una quotidianità in cui il soggetto si trova a vivere sempre più in situazioni frammentarie e difficilmente stabili nel tempo, allora diventa difficile anche ipotizzare il persistere di una condizione di forte dominanza dell’uomo sul suo ambiente, dal momento che poco plausibile diventa l’ipotesi di poter controllare tutte le istanze sociali in un’unica e universalmente valida strategia operativa. La crisi del sistema di Welfare State deriva principalmente da questa difficoltà di definire ed orientare le scelte che si autonomizzano.

La crisi non è quindi del sistema in sé, ma della struttura centralizzata del sistema, in una società in cui frammentazione e complessità hanno reso impossibile l’individuazione e la legittimazione di un centro che emani un’unica logica di senso. All’interno di tali prospettive diventa necessario entrare dentro nuovi paradigmi che non vedano più l’uguaglianza tra complessità e disordine, ma che concepiscano la complessità come il dispiegamento di una quantità inesauribile di scelte e possibilità sempre pronte a redefinirsi negli adattamenti tra sistema ed ambiente. Un nuovo modo di concepire la società complessa, che seppur fondamentalmente basata sui presupposti di libertà individuale, può essere pienamente compresa solo attraverso una lettura adeguata delle nuove forme di aggregazione sociale, che non necessariamente rifiutano l’eredità delle forme tradizionali.

In quest’ottica si inserisce la riflessione sulla rivalutazione della forma comunitaria in una chiave del tutto nuova. Le nuove forme comunitarie sono costituite da metodologie individuali di azione, da reti di scambi e di relazioni, che legano una pluralità di motivazioni individuali nella produzione di un agire sociale specifico. All’interno delle comunità di azione gli individui non sono più solo degli anonimi soggetti che compongono le organizzazioni sociali, ma divengono capaci di creare nel sociale delle nuove forme di intersoggettività, le quali permettono ad ognuno di esprimere la propria individualità per il raggiungimento di fini universalistici. Le nuove forme comunitarie divengono una bussola della complessità, in quanto sono in grado di garantire il mantenimento dell’identità individuale attraverso dei percorsi di identificazione del tutto nuovi, non più basati sulla similarità ma sull’interdipendenza in vista del conseguimento di comuni obbiettivi fondamentalmente universalistici, in relazione ai quali la diversità delle posizioni singole trova una ricomposizione.

Un modo nuovo di concepire la vita sociale in cui le dimensioni informali e relazionali, finora considerate come marginali, mostrano tutta la loro forza attiva nel mobilitare ed organizzare risorse anche consistenti. I Social Network sono la rappresentazione più emblematica di organizzazione concreta di queste nuove forme comunitarie. Essi rappresentano un nuovo modo di concepire i gruppi intermedi, una nuova possibilità per l’individuo di rapportare la propria storia , la propria soggettività, ai problemi del mondo che lo circonda.

Queste aggregazioni sociali emergenti sono un mezzo attraverso il quale ciascun individuo può cercare di creare un nuovo equilibrio, che consenta un costante adattamento all’ambiente e che sia in grado di soddisfare bisogni sempre nuovi e mutanti, non necessariamente puramente materialistici o esclusivamente individuali. I Social Network rappresentano quindi il mezzo attraverso il quale colmare i vuoti di una società sempre più incontrollabile con i media tradizionali del Welfare State. Essi sono il luogo in cui la dimensione universalistica si attiva nel locale e nel particolare, attraverso una fitta maglia di interconnesioni di forme di sostegno ed azioni che sostengono, seppur attraverso forme di realizzazione differenti, un’unica prospettiva ideale.

L’ipotesi che si vuole dimostrare nella parte empirica che segue alla trattazione delle teorie, che conducono alla comprensione del fenomeno dei Social Network, vuole dare dimostrazione di come Telefono Azzurro, nella totalità delle associazioni che lo compongono, abbia le caratteristiche per essere considerato un Social Network. E che come tale esso risponda alle esigenze della società contemporanea.

Prima di iniziare la trattazione degli argomenti appena introdotti vorrei fare una breve precisazione, magari superflua, ma a cui comunque tengo molto. Nelle pagine che seguono si fa riferimento costante alla sola società occidentale contemporanea, non volendo in alcun modo ricondurre alla seguente analisi società e culture che, seppur interessate anch’esse da alcuni fenomeni che caratterizzano la cosiddetta società occidentale, per le loro specificità culturali non rientrano nel caso in esame.


by Carlo Mazzucchelli last modified 18-09-2006 12:05
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