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Facility management e finanza immobiliare Apocalissi Immobiliare- Parte 3: il Facility Management e Finanza Immobiliare – insieme!
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(il testo è scaricabile in formato word dal file allegato) Premessa (sempre la stessa, saltala pure…) I “mondi” finanziari e immobiliari (culturalmente incompatibili e inconciliabili) trovano finalmente una proficua “cerniera” nel Facility Management e nel Property Management, capaci di conciliare il concrete (cemento, in inglese) con il virtuale, i beni immobili con quelli mobili, la funzionalità con la redditività, i risultati a breve periodo con quelli a lungo periodo. Come…? Con una “apo-calissi” (dis-velamento, in greco) di una nuova cultura manageriale applicata a una nuova Finanza Immobiliare. Un affare nel quale si guadagna solo danaro non è un affare – Henry Ford. Nella II Parte di questa serie di articoli (“La follia disastrosa della (vecchia…) Finanza Immobiliare“) ho condiviso il “bubbone mondiale” degli strumenti di una obsoleta e tossica finanza immobiliare, e la necessità di trovare forme più equilibrate e scientifiche di collaborazione tra culture antitetiche quali quelle finanziarie e immobiliari in una moderna Finanza Immobiliare Complessa. La “chiave di volta” di una nuova e solida architettura finanziario-immobiliare è rappresentato dal Facility Management , insieme al Property Management. Al di là della metaforica considerazione che serve sempre un terzo per conciliare posizioni e culture distanti, è certamente condivisibile osservare che:
Entrambe le culture sono naufragate proprio sul “veicolo” finanziario-immobiliare che doveva trasportarle verso un fulgido futuro: i CDO (Collateralized Debt Obligations) che promettevano tale miracolosa conciliazione. Oggigiorno, con una maggior consapevolezza della Complessità Immobiliare e Finanziaria, la moderna e scientifica Finanza Immobiliare sta realizzando una convergenza epocale tra gli ambiti accademici, finanziari, immobiliari e, finalmente, operativo-gestionali! L’evoluzione delle due culture immobiliare e finanziaria è passata, in sintesi, dal costruire al gestire, dal capital gain alla rendita o redditività. Domanda: chi ragiona già da tempo, e con un approccio scientifico e imprenditoriale, sui temi della gestione e della redditività immobiliare ? Chi cura la funzionalità , la manutenzione , la messa a reddito e la conseguente contabilità degli immobili ? Risposta: il Facility Management, insieme al Property Management, che parte dalla cultura immobiliare per tradurla in termini di garanzia di funzionalità e di redditività comprensibili alla cultura finanziaria, che potrà finalmente tornare a investire con maggiore serenità sul “mattone” – solido e duraturo. Un tipico problema emerso nell’avvio dei Brick Shares ™ (vedi Parte 1) risiedeva proprio nei due approcci antitetici di chi voleva investire (la finanza) e chi aveva un valido progetto (l’immobiliare); il circolo vizioso che s’instaura è: chi ha l’idea valida di un proficuo business case ha necessità di capitali d’investimento; per averli deve convincere gli investitori con un progetto e un business case dettagliati e con qualche garanzia iniziale in termini di caparra sul terreno o immobile oggetto del progetto; tali oneri iniziali non arriveranno mai dai potenziali investitori senza avere prima un tangibile progetto e business case e senza la sicura disponibilità del terreno, o immobile, individuato; insomma, l’ideatore (senza capitali) non può realmente avviare il progetto senza i capitali degli investitori (i quali non riescono ad avere una chiarissima idea del progetto )… Ecco un primo determinante ruolo del Facility Management e del Property Management: essere i catalizzatori del dialogo proficuo tra l’immobiliare a la finanza:
Ulteriori ruoli determinanti del Facility Management , per catalizzare maggiori e più impegnativi progetti , riguardano la propria capacità di:
Tutto ciò è “musica per gli orecchi” di finanziatori che cercano sbocchi alla enorme liquidità che non trova più approdi sereni.
MORALE: Il Progetto di connubio tra Finanza e Immobiliare (senza la semplicistica soluzione di una inefficace diversificazione degli investimenti immobiliari con una miope prospettiva di breve termine!) è quindi possibile, come sostiene anche l’autorevole prof. Oliviero Tronconi , grazie sia a nuovi strumenti finanziari (Brick Shares ™ ) sia alla collaborazione tra Property Management, Facility Management e Finanza Immobiliare . Sempre, però, nel rispetto del vero Talento della Complessità, ossia “ saper immaginare scenari futuri possibili prima e meglio di altri!” Per ulteriori informazioni e chiarimenti: nicola.antonucci@libero.it
Ad maiora! Nicola Antonucci 7 maggio 2010 Scarica gli allegati
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