Sezioni
Tu sei qui: Home Progetti Corporate Social Responsibility Alitalia, Fannie e Freddie e magari le auto. Ovvero: responsabilità sociale e strategia d’impresa

Corporate Social Responsibility

Alitalia, Fannie e Freddie e magari le auto. Ovvero: responsabilità sociale e strategia d’impresa

 

Quanto un leone muore, la savana gli sopravvive. Anzi, è la morte del vecchio leone che lascia spazio alla vitalità delle nuove generazioni. Ma, se muore tutta la savana, allora è tutta un’ecologia di animali e piante che scompare. Scompaiono giovani e vecchi leoni. Il futuro e il presente. In questi giorni sta diventando a tutti i cittadini del mondo tangibilmente evidente (si devono fare carico dei debiti) che esistono imprese “leone” ed imprese “savana”. Alitalia, Fannie & Freddie, molti sostengono anche le tre sorelle americane di Detroit, sono imprese savana che non possono essere lasciate soccombere in nome di “Libero mercato in libero Stato”.

Allora la domanda da porsi è: come va progettato e gestito lo sviluppo delle imprese savana? Io credo che oggi non disponiamo degli strumenti concettuali per farlo. E, se non ne disponiamo, è urgente cercarli. Altrimenti, facciamo guai.

Quali sono gli strumenti che usiamo?

Per descrivere la “diversità” delle imprese “savana” usiamo gli schemi della “economia sociale di mercato” e della “responsabilità sociale”. Per progettarne il futuro usiamo le conoscenze di quella disciplina che si chiama “Strategia d’impresa”.

Perché sono schemi inadeguati?

Lo schema dell’economia sociale di mercato discute se l’impresa deve avere solo obiettivi economici o anche obiettivi sociali. Certamente un’impresa savana deve avere anche obiettivi sociali. Ma questo aggettivo “sociale” rimane indefinito. Da adito, ad esempio, a confusioni: si pensa che “sociale” sia sinonimo di “caritatevole”. E torna ad emergere la convinzione che il profitto abbia un qualcosa di demoniaco che vada temperato con la rinuncia a parte di esso a favore di quella parte della società che vive situazioni di disagio.

Occorrerebbe, invece, esplicitare che “sociale” e l’aggettivo derivato dal nome società. E che il problema fondamentale delle imprese savana è quello di capire per quanta parte della società esse sono davvero savana.

Esplicitamente: quali sono gli scambi (di servizi, ma anche di interesse, di potere di norme e di valori) e con chi intrattiene questi scambi. In sintesi, non basta dire che esistono imprese savana, ma occorre esplicitare quanto e come sono savana.

Lo schema della CSR prova ad esplorare questa complessità di relazioni di un’impresa savana con la società attraverso la teoria degli stakeholders. Ma si tratta di una teoria che riduce gli stakeholders a ricettori di comunicazione. Il guaio è che dietro questa teoria vi è una visione dell’impresa che è adatta per piccole organizzazioni che producono beni di consumo “semplici”, come scarpe o altro. Cosicché la CSR “suona” più o meno così. Chi produce questo tipo di beni, badi a farlo bene, ci guadagni pure, ma non cerchi di fare il furbo. Cioè: non inquini, tratti bene le persone, paghi le tasse. E, se può, faccia anche un po’ di carità perché essere “buoni” conviene: ci si può costruire sopra una strategia di comunicazione “auto-celebrativa” che male non fa.

Ma supponiamo che, data un’impresa savana, sia disponibile una mappa completa delle sue interazioni con la società (è una mappa di attori e di scambi). Come la “trattiamo”? Cioè come elaboriamo un business plan che permetta a questa impresa di svolgere al meglio il suo ruolo di savana che abbiamo così bene descritto?

Per elaborare questo business plan usiamo quella disciplina che si chiama “strategia d’impresa”.

Purtroppo oggi tutti i maggiori esperti internazionali concordano che si tratta di una disciplina in forte crisi di identità. In sostanza è in grado di riconoscere la complessità di dimensioni e di relazioni dell’impresa (non solo interne, ma esterne) che vanno al di là dell’economico, ma non sa bene come tenerne conto nel progettare il futuro dell’impresa. Detto più brutalmente: forse vi sono metodologie per progettare il futuro di imprese leone, ma non ve ne sono per progettare il futuro delle imprese savana.

Per superare questa incapacità, coloro che di professione fanno business plan hanno fatto la scelta di applicare gli schemi adatti alle piccole imprese che producono scarpe "et similia" ad “imprese” come Alitalia (o Fanny & Freddy e molte altre). Detto più brutalmente: ho in mano il martello e, allora, finisco che tutto il mondo è fatto di chiodi.

Io naturalmente non ho visto Il piano di salvataggio Alitalia, quindi può darsi che i suoi estensori abbiano utilizzato metodologie di progettazione strategica radicalmente nuove. Così come può darsi che coloro che ne devono valutare gli asset usino anch’essi metodologie di valutazione che derivino da nuove conoscenze di strategia d’impresa non ancora pubblicate.

Allora la prima cosa dare è verificare se stiamo usando gli strumenti disponibili, quindi inadeguati, o nuovi strumenti. Propongo alcune verifiche (ve ne sarebbero molte altre):

  • Esiste nel piano di liquidazione della bad company e nel business plan della CAI una mappa completa degli stakeholders e degli scambi delle due “imprese” con loro?
  • Esiste una strategia di stakeholder engagement di tipo progettuale?
  • La valutazione degli asset si limita agli asset “economici” o valuta anche altri asset come il patrimonio di competenze individuali e di gruppo delle persone che lavorano dentro ed intorno ad Alitalia?
  • Quale concezione si usa di valore? Rimane legato alla dimensione economica, tra l’altro senza specificare se si sceglie ROE, EVA, DCF, valore delle azioni o altro? Oppure, si propongono criteri per misurare la produzione di valore sociale, politico, istituzionale, culturale?

Se non esiste una mappa degli stakeholders, se non esiste una strategia di engagement progettuale, se si misurano solo gli asset “economici” e se non si esplicita come sarà la produzione degli altri tipi di valore oltre a quelli economici, allora significa che si stanno usando strumenti inadeguati.

Allora cambiamo pianificatori e valutatori? Ma neanche per sogno: sono certamente tra i migliori oggi disponibili.

Dobbiamo, invece, attivare un grande sforzo di ricerca per fornire loro nuove conosce e nuove metodologie. Cittadini tutti, il caso Alitalia non è isolato. Le imprese sono sempre meno leone e sempre più savana.

Per attivare questo grande sforzo di ricerca propongo di riflettere sull’articolo pubblicato oggi (8 settembre 2008) sul Corriere di Alberoni dal titolo “Per sopravvivere la ricerca ha bisogno degli “irregolari”.

Io propongo che sia dia da fare uno specifico “irregolare” che non ha mai partecipato ai grandi network e progetti di ricerca internazionale: il consulente di direzione italiano. Io credo che debba diventare uno dei protagonisti della ricerca sul nuovo “management delle imprese savana” perché è figlio di quella terra di mezzo tra popoli, tempi e culture nel tempo che si chiama Italia.

Siamo noi consulenti di direzione, che parliamo la “lingua dove il sì suona”, che dobbiamo fornire una nuova cultura e nuovi strumenti di progettualità economica, sociale, politica, istituzionale a tutti gli stakeholders delle imprese savana perché ne costruiscano un nuovo percorso di sviluppo in modo che alla confluenza di tutti questi percorsi di sviluppo “emerga” una interamente nuova società.

Notificami nuovi commenti
Aggiungi commento

Puoi aggiungere un commento compilando la form sotto. Utilizza il testo semplice.

Questa informazione non verra' resa pubblica

pubblicato il 09 Settembre 2008

Autore

Francesco Zanotti

AtmanProject

Presidente

Sei interessato?
Segui questo progetto

Ogni volta che verrà inserito un nuovo articolo riceverai una notifica direttamente nella tua casella email.

Dello stesso autore
Gli Ultras sono attori sociali Gli Ultras sono attori sociali

I gruppi di ultras sono sostanzialmente attori sociali. Ma il modo in cui si stanno affrontando è simile al modo in cui si trattano tutti i gruppi antagonisti. In realtà esiste un'alternativa.

CSR: dalla retorica allo sviluppo CSR: dalla retorica allo sviluppo

La caratteristica fondamentale della nostra società è l’aumento della sua complessità economica, sociale, politica, istituzionale e culturale. Aumento di complessità significa che, quando si ...

Lezione di etica alla norvegese (dal Sole 24 Ore) Lezione di etica alla norvegese (dal Sole 24 Ore)

E' necessario un nuovo è più intenso paradigma di CSR. Essere socialmente responsabili significa, da parte delle imprese, dopo tutto, attivare strategie che sono orientate allo sviluppo sociale c...

Impresa e cultura: una nuova proposta Impresa e cultura: una nuova proposta

Una delle aree più a rischio di deriva retorica è quella del rapporto tra impresa e cultura. Voglio dare il mio contributo perché il rischio della deriva retorica si trasformi in uno stimolo al...

Dalla creatività individuale alla creatività sociale Dalla creatività individuale alla creatività sociale

Come ogni giovedì, il Sole 24 Ore allega al quotidiano l’inserto “Nova”. In questo numero si parla diffusamente della creatività. Un nostro commento.

Porter sulla CSR: una proposta forte senza lungimiranza Porter sulla CSR: una proposta forte senza lungimiranza

Un doveroso commento all'articolo di Michael E. Porter e Mark R. Kramer sulla CSR comparso sul numero di dicembre della Harvard Business Review dal titolo "Il legame tra Vantaggio Competitivo e la ...

Ultimi articoli inseriti
BNI - ComplexLab: siglata la partnership BNI - ComplexLab: siglata la partnership

Due realtà complementari iniziano un percorso comune. Obiettivo: connettere le Competenze al Business grazie al Marketing di Rete

UMANOT: primi "vagiti" UMANOT: primi "vagiti"

Dopo i precedenti annunci, ritardi e criticità tecniche hanno posticipato i tempi previsti per la verifica e validazione dei criteri dell’Analisi Fisica alla base di un progetto di sistema di...

Cos’è la teoria dei giochi? Cos’è la teoria dei giochi?

Semplici principi e concetti per iniziare a comprendere la Teoria dei giochi e le sua applicazioni in svariate situazioni: organizzazoni complesse, esperienze esistenziali, sfide ripetitive.... partendo dalla comprensione del...

Business Network Professionale da Tripla A Business Network Professionale da Tripla A

Contatti e connessioni sono solo il primo step di possibili, future, opportunità professionali. Ecco le buone pratiche che ti permetteranno di trarre il massimo dalla tua Rete.

IFMA-Italia risponde a Nicola Antonucci sul Facility Management in Italia IFMA-Italia risponde a Nicola Antonucci sul Facility Management in Italia

La Redazione di ComplexLab riceve e pubblica volentieri l'autorevole commento che segue del direttore generale di IFMA-Italia, Mariantonietta Lisena, relativo al post di Nicola Antonucci del 18 gennaio 2014 "Cofely...

Oltre l'Euro(pa) - cosa accadrà dopo il 25 Maggio 2014 Oltre l'Euro(pa) - cosa accadrà dopo il 25 Maggio 2014

Il Caos favorisce le menti preparate - parafrasando Louis Pasteur. Nessuno può prevedere il futuro, ma sapere immaginare possibili scenari futuri, soprattutto in un quadro di deflazione, è...

CRISI: TROVATO IL BANDOLO DELLA MATASSA CRISI: TROVATO IL BANDOLO DELLA MATASSA

Nell’impallato meccanismo dello scambio, lì dove fanno il prezzo i beni, si mostra la crisi. Anzi in questo ganglio vitale del mercato si è generata e ancor oggi viene rigenerata. Nel...

ComplexLab protagonista del dibattito pubblico sulle Competenze ComplexLab protagonista del dibattito pubblico sulle Competenze

Milano, 3 aprile 2014, ore 17:30: un prestigioso evento pubblico di dibattito-brainstorming per sviluppare e diffondere una maggiore consapevolezza sul Futuro sostenibile delle Competenze - un patrimonio comune della...

Scelti per voi dall'Archivio
Cos'è la complessità... semplicemente? Cos'è la complessità... semplicemente?

Sintesi dei concetti di complessità e di caos, e delle novità ...

Nicola Antonucci
Semplicità e complessità nelle auto-organizzazioni Semplicità e complessità nelle auto-organizzazioni

Nell’azienda in cui lavoriamo, quando pensiamo all’organizzazione immediatamente ci vengono in ...

Alberto Felice De Toni
La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze La complessità del Mercato Immobiliare Italiano: le potenzialità e le tendenze

Un serio approfondimento sulle complesse dinamiche evolutive del mercato immobiliare italiano ...

Oliviero Tronconi
STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems STGraph : a simple simulator for complex dynamic systems

STGraph is a simulator for dynamic systems modeled according to the ...

Luca Mari
Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità Dall’impresa-macchina all’impresa-persona. Ripensare l’azienda nell’era della complessità

Un profondo ripensamento delle imprese alla luce della Complessità, per ritrovare ...

Armando Savini
Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora" Teoria delle Reti e Flussi Comunicativi: "Email et labora"

Come stimolare e far emergere cambiamenti e risultati significativi nelle aziende ...

Nicola Antonucci
Finanza Scientifica Finanza Scientifica

Semplici e brevi spunti per comprendere la Finanza partendo dalla comprensione ...

Nicola Antonucci
Bibliografia
Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni Teoria delle reti, analisi delle reti sociali e sue applicazioni

Una bibliografia quasi completa sulla teoria delle reti e delle sue ...

La Complessità e le sue svariate applicazioni - una bibliografia selezionata La Complessità e le sue svariate applicazioni - una bibliografia selezionata

Libri italiani e stranieri per comprendere la complessità e conoscerne le ...

Teoria dei Giochi e sue applicazioni Teoria dei Giochi e sue applicazioni

Una bibliografia sulla teoria dei giochi e sulle sue possibili applicazioni

Glossario

Termini utilizzati in Complexlab per capire meglio il Linguaggio della Complessità e di altre Scienze

Bookmarks
CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità CeRiCo: Centro Ricerche sulla Complessità

(Università LIUC di Castellanza, Direttore: Giuseppe Scifo) Studio della complessità nelle ...

Bloom! Bloom!

Con sguardo antropologico, Bloom! si propone di ricostruire l’immagine ed il ...

 
Back to top

Partners di ComplexLab

© 2011 - ComplexLab