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complessità
Una riflessione estemporanea con una proposta.......
Francesco zanotti
Fino a che …… rimarremo con un palmo di naso! Fino anche .. non renderemo ragione della nostra speranza! Che voglio dire? Che le vicende politiche nazionali stanno dimostrando che la nostra classe dirigente è totalmente all’oscuro delle “scoperte” sul funzionamento dei sistemi umani che la metafora della complessità ha permesso di raggiungere. La non conoscenza di questa scoperte li porta a guidare tutti noi verso l’assurdo. Vogliamo evidenziare che necessitiamo di qualche guidatore più consapevole? Premessa doverosa: me lo prendo con questo Governo proprio perché è al Governo. Ma le stesse cose, esattamente le stesse, si potrebbero dire se al governo vi fossero gli “altri”. Cominciamo. La realtà emergente. Un sistema complesso non è un macchina che viene assemblata da qualcuno, ma una rete di attori che decide di costruire una realtà insieme. Tutti convinti? Supponiamo di sì. Se così non fosse apriamo una discussione su questo .. A “apriamo una discussione”, cioè non stiamo in silenzio! Piccolo panegirico legato al tema del rendere ragione della speranza: anche complexlab diverrà un attore decisivo nello sviluppo economico sociale politico istituzionale di questo paese se sarà l’emergere di tanti attori socialmente responsabili… Torniamo al discorso principale: se lo sviluppo di un Paese è una realtà che emerge con l’azione coordinata, consapevole, profetica di tutti, che senso ha dire: gli italiani non hanno capito? Per definizione il governo dovrebbe accettare che se una parte significativa degli italiani non è d’accordo, non si riuscirà a costruire sviluppo. Obiezione: ma gli italiani davvero non capiscono, sono orientati al loro particolare … Obiezione inconsistente: ancora per definizione, i diversi punti di vista non sono né giusti né sbagliati. Banalmente: esistono! E non vale richiamare la competenza: i Prodi e i Padoa Schioppa di turno capiscono e gli altri no! Perché questi signori hanno una competenza che è riconosciuta tale sono all’interno del mondo in cui vivono, frutto di quella visione del mondo e di quel sistema di interessi. Da altri punti di vista i loro “postulati” fondamentali sembrano scioccherelli. Proviamo: occorre risanare i conti. Ma cosa vuol dire?
Allora occorre che la finanziaria non sia studiata e decisa nelle segrete stanze, ma nasca come processo emergente. Ma come fare? La nostra risposta doverosa, pena la non esistenza, deve essere: noi naturalmente abbiamo il metodo per aiutare la classe dirigente a governare il processo che fa emergere la finanziaria dalle risorse progettuali di tutti gli italiani…. Mi fermo. Non ho voglia di proporre un discorso più sistematico perché esso è già disponibile attraverso i materiali che sono stati usati nei brainframes e che sono disponibili a tutti. Volevo solo buttare lì due idee. E concludere con una proposta. Quella che potrebbe essere un primo inizio perché noi si inizi a rendere ragione della nostra speranza. Perché non produciamo insieme un documento che parla di come potrebbe essere diversa la politica se si volesse usare la metafora della complessità. E poi ognuno di noi lo manda a tutti quello che conosce che fanno politica? |
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