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complessità
Uscire dalla crisi attraverso una nuova conoscenza, un nuovo management ed un nuovo metodo di governo per immaginare e realizzare una nuova società
Carlo Mazzucchelli
Complexlab segnala un evento organizzato da M&C e Partners, con la consulenza scientifica di AIRS (Associazione Italiana per la Ricerca sui Sistemi) e di ISEM (Institute for Scientific Methodology). Una giornata di riflessione “trasgressiva” e “creativa” sulla crisi, tra complessità, matematica, fisica e scienze cognitive. Un contributo interessante su molti temi oggetto da tempo di riflessione e scambio sul nostro portale e che riteniamo possa essere di interesse delle migliaia di persone che in questi anni hanno frequentato e continuano a frequentare il nostro portale. L'evento è organizzato a quantant'anni esatti dallo sbarco dell'uomo sulla luuna e avverà a Milano il 21 Luglio 2009 …HOTEL MICHELANGELO Sala Congressi via Scarlatti, 33 ang.Piazza Luigi di Savoia – 20124 Milano. Il significato della giornataStiamo vivendo una crisi da conservazione.
Se appaiono problemi, l’unica interpretazione possibile è che questa società non sta funzionando come dovrebbe o che qualcuno non si comporta correttamente. E la soluzione più naturale appare quella dell’ “aggiustare”, attraverso le riforme ad esempio, o del moralizzare la società industriale, in modo che torni a funzionare al meglio. Poi, occorre fornire un metodo di gestione di questa nuova conoscenza: una metaconoscenza. Infine, occorre immaginare un nuovo modello di governo, di management dello sviluppo che guidi le classi dirigenti e tutti noi ad utilizzare questi nuovi modelli e nuove metafore per avviare la creazione di una nuova società, nuove imprese, nuove istituzioni. Riassumendo, intende presentare alle classi dirigenti nuovi modelli e nuove metafore, una nuova meta-conoscenza che serva a rendere fecondo il caos turbolento della nuova conoscenza, nuove modalità di governo dello sviluppo (che abbiamo definito “Sorgente Aperta”) che permettano di sfruttare le potenzialità delle nuove conoscenze per costruire non solo crescita, ma uno sviluppo che ci piace definire non equo e sostenibile, ma etico ed estetico. Gli interlocutori di questa giornata non sono solo le classi dirigenti, ma anche il mondo dell’accademia e dell’arte. La nostra riflessione prende le mosse dalle nuove metafore che sono state sviluppate nelle scienze naturali. Ma esse hanno invaso anche le scienze umane. E ne hanno scoperto assonanze che prima sembravano contestazioni. Fino a rifondare un dialogo con le religioni con le quali le assonanze sono ancora più “misteriose” e ancora più nascoste da secoli di conflitti (oggi anacronistici) tra scienza e religione. Questa giornata è certamente un momento di trasgressione e di creatività, ma non deve essere sorprendente. E’ quasi un atto dovuto, una riparazione all’insipienza di decenni che Questa giornata vuole essere il primo capitolo di una Storia al futuro. Vuole essere il primo passo verso l’organizzazione di un “Expo’ della conoscenza”, evento e luogo dove le nuove La nostra storia al futuro è già accaduta. Questa giornata vuole continuare una tradizione emozionante e feconda di iniziative simili. Il pensiero corre alle Macy Conferences che alla Ci faremo accompagnare nella giornata dalla musica di Bach che ci fa immaginare il formarsi e l’evolvere di nuovi mondi.
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La società industriale ha esaurito la sua funzione storica. E’, quindi, urgente costruire una nuova società. In particolare: un nuovo sistema industriale, economico e finanziario, nuove istituzioni, nuovi stili ed una nuova qualità della vita per tutti gli uomini, un nuovo rapporto con la natura.
E’ possibile tentare una sintesi delle diverse stille di conoscenza che abbiamo cercato di
descrivere. Essa consiste in una nuova visione del mondo che possiamo definire
costruttivismo. Il costruttivismo non è un corpus “ideologico” rigoroso, ma è la proposta di un
nuovo modo di guardare il mondo che dovrebbe diventare il patrimonio comune delle nuove
classi dirigenti e di noi tutti cittadini responsabili.
Buttando qua e là qualche “contenuto” del costruttivismo, come si addice al raccontare una
conoscenza che non sia ideologia:
· Sono le domande che generano le risposte, le risposte sono le leggi, le leggi sono
provocate dalle domande non sono nella natura.
· Solo la teoria profonda genera pratica feconda
· Induzione, deduzione, ma anche abduzione, cioè la capacità di intuire (costruire?)
modelli.
· Se qualche fenomeno sembra strano, forse è perché lo si guarda con gli occhiali
sbagliati. Quindi: non stiracchiamo i fenomeni, ma cambiamo gli occhiali
· Usiamo una “batteria” di occhiali di mille colori, vedremo mille mondi, potremo
costruire mille nuovi mondi
· Impariamo a discutere, con gli altri, degli occhiali, non di quello che vediamo
attraverso gli occhiali.
· E’ necessario illustrare e mettere ordine nelle parole della complessità: emergenza,
non linearità, caos, osservatore, auto poiesi
· Cruciali sono i concetti di “modellizzazione plurima” e di “meta-struttura”.
Questa nuova conoscenza che abbiamo raccontato in stille e che abbiamo cercato di
sintetizzare, non si propone come una nuova ideologia statica, ma un processo, un incalzare,
un fluire. Allora è necessario gestire questo incessante apparire e divenire della conoscenza
senza tarparne la forza creativa. Sono necessarie nuove modalità di scouting della
conoscenza: dove trovarla, come riconoscere le banalità e le reali innovazioni. E’ necessario
capire come rappresentarla, finalizzarla, sintetizzarla. Trasformando la domanda in risposta: è
necessario un “Knowledge management” profondamente diverso da quello meramente
elaborativo di oggi.
Prof Gianfranco Minati.
Commenti di Ignazio Licata e Francesco Zanotti
Contributi dai Partecipanti