Lo sviluppo della scienza e degli strumenti di analisi delle reti sociali sta favorendo interessanti ed affascinanti discussioni sulla struttura e le architetture dei sistemi organizzativi a forma reticolare. Chi si occupa di teoria delle reti e di teoria della complessità ha sicuramente familiarità con i concetti di grafo, nodi e link, hub e cluster, così come può riconoscere e comprendere termini quali 'connettori' e 'potenza di scala'. Questi strumenti di analisi dispongono quasi tutti di funzionalità di visualizzazione grafica delle connessioni e relazioni che caratterizzano una rete, che possono facilmente sedurre per le mappe che sono in grado di generare e per la bellezza grafica di queste mappe. Fermarsi però ai benefici derivanti da una visualizzazione grafica che facilita la lettura di strutture reticolari organizzative potrebbe impedire di comprendere come una seria analisi delle reti sociali e delle loro dinamiche richiede molto di più.
Una delle prima mappe prodotte e citata frequentemente da studiosi delle reti quali Barabasi e Buchanan è il grafo che rappresenta i ponti di Konisberg in Prussia. Il grafo prodotto da Eulero era la soluzione ad un problema legato all'attraversamento della città senza percorere lo stesso ponte due volte. Il problema diventò una specie di puzzle popolare a cui in molti si dedicaron per trovare una soluzione. Soluzione proposta e trovata da Eulero grazie all'intuizione di concepire i ponti di Konisberg come un grafo, ossia come un insieme di vertici o nodi connessi da spigoli o link. Dopo questa intuizione molte altre ne sono seguite e molti grafi o mappe sono state prodotte per rappresentare la topologia di strutture reticolari. Con gli strumenti software oggi disponibili però il rischio è che si finisca per focalizzarsi sulla topologia delle reti dimenticando l'importanza delle dinamiche o problematioche che hanno permesso la costituizione di una rete.
Nel caso dei ponti di Konisberg ad esempio il grafo di Eulero nulla ci racconta delle persone che hanno provato a percorrere i ponti per trovare una soluzione al puzzle, così come nulla ci racconta delle loro motivazioni, delle scelte fatte e di come sono arrivati a queste scelte.
Il punto è che se si prendono in considerazione sistemi sociali, le dinamiche delle reti sono tanto e forse più importanti delle loro topologie in quanto è proprio grazie alle dinamiche delle reti che riusciamo a conoscere le pratiche sociali degli elemenit delle reti e i comportamenti in esse emergenti. Se però le dinamiche sono così importanti significa che per analizzare le reti sociali, è necessario adottare una prospettiva di tipo sociale. Con questa prospettiva possiamo meglio interpretare e illustrare il valore che deriva dal collegamento tra persone e all'interno di comunità quali aziende, organizzazioni in genere, gruppi, associazioni ecc.
Un modello dinamico delle reti sociali non dovrebbe quindi mostrare solo i link e i nodi che costituiscono la rete ma anche spiegare in che modo le reti funzionano e quali siano i comportamenti delle persone coinvolte.
Si tratta quindi di scavare a fondo e andare alla ricerca di spiegazioni quali:
- Quali sono le motivazioni che spingono un membro della rete, sia esso un hub o un semplice connettore, a collegarsi con quelle persone il cui legame con lui lo hanno reso così popolare? Barabasi nel suo libro Link ci ha spiegato bene come secondo la teoria delle reti il collegamento preferenziale è la risposta più corretta. Ma la domanda vera è se le persone che sono diventate hub o connettori sentano un obbligo sociale nei confronti di quanti chiedono un collegamento o sono a loro collegati. Qual'è il costo per accettare e mantenere queste connessioni? E' meglio avere un numero di collegamenti elevato o puntare su pochi link qualificati? Il numero elevato equivale alla popolarità in rete o la popolarità è legata anche alla crescita della rete? Quan'è che una persona con molti collegamenti e molto popolare diventa anche un'autorità a cui rivolgersi con fiducia, o un esperto a cui ricorrere per problemi concreti?
- Nei sistemi sociali non tutti i nodi sono uguali. Essi sono infatti caratterizzati dal tipo di interazione e comunicazione esistente tra i nodi e dalla sua qualità. Ad esempio una comunicazione tra persone che si conoscono o amici è sicuramente qualitativamente diversa da una con persone conosciute in rete o completamente sconosciute. Nelle topologie della rete invece i link e i nodi tendono ad apparire uguali tra loro. Nei sistemi sociali un hub difficilmente riesce a realizzare il valore della sua popolarità tra i membri della comunità a lui connessi. Nella realtà più contatti ci sono è più questi sembrano essere impersonali e improduttivi e soggetti alla selettività e all'utilità dell'hub in questione.
- Nella topologia di una rete rappresentata graficamente i link sembrano permanenti ma in realtà la comunicazione nella realtà è discontinua e incostante. Nel modello di grafo o rete più semplice ci sono solitamente tre nodi e tre link ( Granovetter ha presentato un modello con tre nodi e due link ). Nella pratica però la comunicazione tra nodi non è mai fissa ma discontinua e può cambiare frequentemente direzione e interlocutore.Il grafo che mostra tre legami nasconde quindi nella realtà che solitamente noi non manteniamo una comunicazione costante con due persone simultaneamente ma tendiamo a cambiare in base alle nostre necessità e volontà.
- Le topologie delle reti soffrono spesso per una mancanza di differenziazione. Se volessimo infatti mappare i flussi comunicazionali di una rete sociale, ci troveremmo di fronte a molte piccole reti o sotto-reti costituite da persone che conversano su argomenti tematici, perchè sono tra loro amiche, perchè lavorano insieme ad un progetto ecc. Le topologie di rete devono poter rappresnetare questa ricchezza e varietà esistente solitamente all'interno dei sistemi sociali.
- Infine un altro aspetto da prendere in considerazione è legato al tempo. Le interazioni sociali non sono statiche ma avvengono nell'arco del tempo e con frequenze e intensità che variano a seconda delle relazioni che intercorrono fra alcune persone ed altre. Gli strumenti di analisi delle reti sociali devono pertanto poter visualizzare in modo dinamico queste relazioni e mostrare più che dei link statici, dei percorsi all'interno dei quali i flussi di comunicazione e relazionali si evolvono.
I problemi sopra esposti sono oggi ben noti a quanti si stanno progettando strumenti di analisi delle reti sociali perchè sono chiare le complicazioni derivanti dall'analisi di sistemi sociali complessi, dei loro processi, del ruolo giocato dalle dinamiche personali e di gruppo nella formazione delle reti.
Lavorare per fotografie istantanee è una valida soluzione in mancanza d'altro ma lo è sicuramente meno rispetto a modelli in grado di costruire livelli o fotografie diverse e poi di mostrare l'evoluzione e le dinamiche in essere tra di essi.
[ Un articolo scritto prendendo spunto da vari articoli trovati in rete sul tema dell'analisi dinamica delle reti sociali ]