ArticoliLa riscoperta della Psicologia della ComplessitàLa psicologia, nata come discorso intorno a un oggetto considerato complesso, nel secolo scorso ha battuto due strade parallele e distanti: quella - fedele alle origini - della complessità, esplorata dagli psicologi del profondo, ma anche quella opposta dell’ipersemplificazione, percorsa dai comportamentisti, e sfociata poi nella via della complicazione, perlustrata dai primi cognitivisti. Chi percorreva questa strada secondaria ha infine ritrovato la via maestra della complessità, al termine di un viaggio in “terre lontane dalla complessità” durato oltre settant’anni. Non deve stupire che oggi si parli di Psicologia della Complessità. La psicologia è lo studio della psiche: oggetto complesso i modelli del quale non possono (come dimostra la storia della psicologia del Novecento) non essere complessi a loro volta.
Il disvelarsi della complessità, Platone e il parricidio di ParmenideNegli ultimi trent’anni la convinzione che tutto quanto sia, a ben guardare, complesso si è diffusa come un’epidemia o – come direbbe Dawkins – si è rivelata un meme estremamente contagioso.
Non c’è ramo del sapere che non ne sia stato influenzato. In ogni anfratto della conoscenza umana arriva il meme della complessità e modifica la percezione dei ricercatori, i quali gettano un nuovo sguardo ai propri modelli teorici e un attimo dopo si sentono obbligati a dire: «Le cose non stanno affatto così: questo modello è troppo semplice», o affermazioni analoghe.
Questo cambiamento di percezione avviene con le caratteristiche di un disvelamento. E’ come se si squarciasse un velo di Maya davanti a tutti quelli che vengono “contagiati dalla complessità”: il mondo non appare più quello di prima e i modelli utilizzati fino a quel momento necessariamente vengono giudicati gravemente insufficienti, obsoleti in modo imbarazzante, per non dire patetici.
Questo disvelamento non è privo di effetti collaterali: insieme al tipico smarrimento, la mente umana avverte che questa svolta è diversa da tutte le precedenti. Non si assiste al solito «cambiamento di paradigma» (come Kuhn chiamava tutte le rivoluzioni scientifiche), ma addirittura alla «fine delle certezze» (secondo la lapidaria espressione di Prigogine e Stengers).
Storia del concetto di emergenza e teoria della complessità.La storia dell’emergenza rivela come tale concetto sia stato usato tanto dai dualisti quanto dai monisti materialisti allo scopo di evitare gli estremismi delle proprie posizioni epistemologiche
La “sfida della complessità” verso il Terzo MillennioIl presente articolo consta di due parti: inizialmente verranno illustrate le ragioni per cui la teoria della complessità è importante sia dal punto di vista filosofico che da quello scientifico; nella seconda parte verrà presentata una breve introduzione alla teoria stessa.
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