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Il Management by "Omissis"
Passare nel buio assoluto qualche ora della mia vita grazie alle esperienze formative rivolte ad organizzazioni e professionisti che sto conducendo insieme a persone non vedenti nel contesto di “Dialogo nel buio©” (Istituto dei Ciechi di Milano), mi ha fatto riflettere sul primato assoluto della vista nella nostra società. Talmente forte è il suo condizionamento che la nostra rappresentazione del mondo è sempre più organizzata secondo gli stereotipi visivi e gli schemi culturali del vedere. Eppure esistono molte cose che NON vediamo in senso strettamente sensoriale, ma anche e soprattutto in senso metaforico. Un ricco mondo da esplorare, ma che troppo spesso trascuriamo, fatto di “NON”.
Count Basie ha affermato che “le note che contano sono quelle che non senti”
Anche a me sembra proprio che l’assenza, cioé quello che NON c’è, contribuisca a completare, ad aumentare o a dare senso e significato all’evidenza, a ciò che è palesemente manifesto.
Mi sono domandato, allora, quanto “NON”, o meglio di quanto “non” viva un’azienda. Ovvero quanti elementi che non si manifestano palesemente, che sono (estr)omessi dalle nostre attenzioni, incidono sulla vita di un’azienda. Personalmente sono particolarmente centrato sulle conoscenze, sulle esperienze, sulle emozioni, sui vissuti NON condivisi, ma possiamo pensare, per esempio, anche agli obiettivi NON illustrati, alle variabili che NON sono state prese in considerazione dalla strategia adottata, ai cambiamenti che NON sono stati apportati, alla sperimentazione e all’innovazione che NON è stata perseguita ….
Nel cinema il “NON” è al centro del montaggio per omissione, un tipo di montaggio che prevede un'immagine totalmente differente dalla precedente, tale, però da suggerire la continuità dell'azione.
ESEMPIO.
PRIMA SCENA: un rapinatore in banca. SECONDA SCENA: il rapinatore minaccia con la pistola un ostaggio. TERZA SCENA: altri due ostaggi urlano di terrore.
In quest’ultima scena è sicuramente successo qualcosa al terzo ostaggio. E’ molto chiaro, anche se lo spettatore però, non vede quello che il rapinatore gli ha fatto. Questo non vedere, questa “omissione del superfluo” diventa in qualche modo il fulcro dell’intera sequenza.
Ecco, forse, il senso del Management By “Omissis” è quello di (ac)cogliere un po’ queste cose per poter consapevolmente rileggere periodicamente la storia organizzativa alla luce di tutto ciò che costituisce il “NON” della propria azienda. Domandandosi, poi, se le scelte effettuate a suo tempo abbiano omesso solo il superfluo oppure, al contrario, se abbiano profondamente minato la continuità dell’azione organizzativa.
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pubblicato il
15 Ottobre 2006
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