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Direttiva europea armi 2017: una legge contro la legittima difesa

Direttiva europea armi 477: un attentato alla legittima difesa in nome di un'ideologia assolutista e approssimativa

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Direttiva europea armi 477: la nuova legge sulla legittima difesa, un’ideologia cieca lontana dalla realtà

Direttiva europea armi 477: una nuova legge sulle armi contro le armi da fuoco a priori

Legittima difesa: la detenzione di armi da fuoco legale non è il male da combattere

 

Direttiva europea armi 477: la nuova legge sulla legittima difesa, un’ideologia cieca lontana dalla realtà

Direttiva europea armi 477Ideologia cieca che non si basa su dati, numeri, realtà. Ideologia che diventa strumento di una vera e propria campagna mediatica e istituzionale che mira a demonizzare in modo acritico le armi da fuoco e il valore del possesso legale delle stesse.

È proprio quello che sta succedendo in Italia e in Europa. Si pensi alle modifiche della Direttiva europea armi 477, con l'obiettivo di prevenire e contrastare il terrorismo limitando il possesso legale di armi da fuoco.

Il risultato della nuova Direttiva europea armi 2017? Gli attentati vengono messi in atto con armi bianche, con automobili, con camion lanciati sulla folla. E la Direttiva europea armi 477 finisce per mettere in difficoltà senza alcun motivo i legali possessori, gli appassionati, i tiratori sportivi, i collezionisti. Chi, semplicemente, detiene un'arma da fuoco nel pieno rispetto delle regole. E questo, appunto, è un valore, un diritto, una libertà che non può essere negata senza alcuna base logico-deduttiva concreta. 

 

Direttiva europea armi 477: una nuova legge sulle armi contro le armi da fuoco a priori

Legge sulla legittima difesaDall'Europa all'Italia, emblematico è quello che è accaduto in merito alla legge sulla legittima difesa. Tralasciando il pasticcio nell'iter legislativo della riforma che non va a fare chiarezza su un tema di importanza fondamentale e costringerà ancora tanti onesti cittadini che si difendono da calvari giudiziari insensati, si nota un fiorire di opinioni e analisi sui media che fanno riflettere. Colpisce l'approccio al tema, con un'impronta ideologica di contrarietà aprioristica rispetto alle armi da fuoco.

Vediamo inchieste basate su statistiche parziali, terminologie imprecise, basi e fonti lacunose con il solo obiettivo di comunicare che le armi da fuoco sono il male assoluto.

Non mancano all'appello i più autorevoli quotidiani, con inchieste dalle quali emerge il classico slogan 'più armi in circolazione = meno sicurezza'. Siamo proprio sicuri? Su quali basi si affermano cose del genere? Per non parlare dei 23 femminicidi su 115 che nel 2016 sono stati commessi con pistole regolarmente denunciate. Tralasciando la scarsa percentuale sul totale che comunque dovrebbe far riflettere, la domanda vera sarebbe un'altra: se quei 23 assassini non avessero avuto a disposizione una pistola regolarmente denunciata non avrebbero ucciso? La risposta probabilmente andrebbe chiesta agli altri 92 assassini che evidentemente hanno commesso altrettanti femminicidi con altri strumenti.

Esistono decine di studi criminologici indipendenti che stabiliscono come la correlazione tra la detenzione di armi da fuoco legale e il tasso di omicidi e reati non sia assolutamente dimostrabile nei fatti e nei numeri, così come legislazioni molto restrittive rispetto al possesso di armi non portano ad una corrispondente diminuzione della criminalità.

 

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Legittima difesa: la detenzione di armi da fuoco legale non è il male da combattere

Perché, allora, la legale detenzione di armi da fuoco deve diventare un mostro da combattere, un male da estirpare? Si combatta realmente la criminalità, si prevengano e si contrastino i reati e chi li commette, si lavori sul contesto e non si usino le armi da fuoco come specchietto per allodole in nome di un'ideologia assolutista e approssimativa.

Si combatta, per esempio, il mercato nero delle armi, tutelando invece chi le armi le possiede rispettando le regole, passando attraverso controlli e test di idoneità per poter usufruire di un diritto inviolabile.

Non è disarmando le persone per bene che si fermano i delinquenti. Potremmo, al massimo, ragionare sul contrario.

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Stefano Maullu

Stefano Maullu

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