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Nascita delle istituzioni

sergio sabetta


La nascita delle Istituzioni

Raffronti di elementi di dottrina

( pubblicato si Altalex )

Già i Greci con Platone e Aristotele affermarono la priorità dello Stato rispetto all'individuo, la prevalenza dell'insieme rispetto al singolo il quale non essendo autosufficiente si rispecchia nella totalità da cui ne riceve dignità e carattere.

Il Romanticismo e per esso l'Idealismo insistono sul carattere superiore dello Stato per cui ogni cittadino è completamente sottomesso alle finalità dello Stato stesso di cui diventa suo strumento (Fichte), fino a giungere con Hegel all'identificazione assoluta ed estrema tra lo Stato e Dio in cui lo Stato avendo in sé qualcosa di divino giustifica la soggezione degli individui.

Questa concezione organicistica viene innestata da Rousseau sulla concezione contrattualistica quando distinguendo tra volontà di tutti e Volontà Generale giunge, quale semplice somma algebrica delle volontà particolari ad affermare che la Volontà Generale non può errare in quanto infallibile e autosufficiente, si ricreano le premesse teoriche per giustificare il degenerare dello Stato in dittatura o il consolidare lo stato nascente proprio di una trasformazione rivoluzionaria in istituzioni di dominio. Le dittature non solo fasciste e nazionaliste ma anche comuniste, con il concetto di dittatura del proletariato, vengono riassunte e giustificate dalla necessità del prevalere di una Volontà Generale.

La situazione dello stato nascente fa si che innestandosi un sistema di comunione viene a perdersi la distinzione tra valore d'uso e valore di scambio, tutto ciò che prima era valore di scambio e quindi economicamente posto nel mercato diventa all'interno del gruppo valore d'uso, ciò che prevale è il cercare insieme, il combattere insieme. Gli stessi bisogni essenziali sono ridefiniti non più in termini di bisogni minimi indispensabili, ma di bisogni essenziali per il gruppo allo stato nascente in contrasto con il bisogno di beni quali simboli di ricchezza e di potere.

Se una società è una società divisa in caste ogni casta avrà i propri desideri, ma se tutti sono uguali il desiderio di ciascuno sarà specchio del desiderio altrui e inevitabili potrebbero essere i conflitti per lo stesso oggetto del desiderio, questo meccanismo in presenza di risorse limitate verrà regolato con preclusioni rituali al fine di evitare un diffondersi incontrollato del morbo dell'invidia tale da minare la coesione sociale, fino a giungere secondo Girard al sacrificio rituale al fine di scaricare sull'oggetto sacrificale le aggressività reciproche o, addirittura, creare un nemico esterno da cui difendersi mediante istituzioni conflittuali che diano a chi ne appartiene un senso di forza. Tuttavia, lo stesso meccanismo di reciprocità potrà essere utilizzato ai fini economici aumentando i desideri mediante marketing e pubblicità in alcune fasce e con i meccanismi imitativi propri di una società democratica di uguali accrescere i consumi in presenza di risorse e merci abbondanti, nella logica del principio della dinamica dei sistemi.

Questo stato nascente è da Heidegger identificato e coincide con la storia dell'umanità mentre in termini sociologici (Alberoni) è considerato un processo ricorrente che appare ogni volta che si è in presenza della nascita di un movimento.

La concezione contrattualistica affonda le sue radici nei Sofisti in cui Licofronte afferma essere la legge “una mera convenzione” quale “garanzia dei mutui diritti”. Sia Hobbes che Spinoza nell'aderire al contrattualismo di fatto giustificano il potere assoluto dello Stato come un Dio mortale nato dalla trasmissione del potere per mezzo di un atto creativo consensuale iniziale dei singoli, la cui forza è limitata soltanto da se stesso. Questo atto creativo iniziale è da Locke, ma anche da Grozio e Pufendorf, necessariamente limitato all'approvazione della particolare forma di governo scelta, consegue che anche determinati diritti naturali debbano essere preservati, qui tuttavia viene a collegarsi con la concezione mista di Rousseau tra organicistica e contrattualistica per cui i diritti dei singoli esistono solo in quanto riconosciuti come cittadini di uno Stato, si che il diritto di ciascun individuo è sempre subordinato al diritto supremo della comunità esprimente la Volontà Generale.

La teoria contrattualistica tuttavia, presuppone una fredda decisione degli individui che razionalmente valutino costi e benefici circostanza che non appare sempre accettabile se non in determinati periodi storici di aperto scetticismo sui rapidi cambiamenti sociali, questo in particolare può accadere dopo periodi di forti tensioni e lotte.

In molti casi il pactum civitatis nasce non da fredda volontà ma dall'entusiasmo dello stato nascente originato dai movimenti, durante questa fase i singoli scoprono di possedere diritti fondamentali e inalienabili che vengono affermati collettivamente come volontà del gruppo quale corpo mistico, quindi è la collettività come corpo mistico che deve autolimitarsi al fine di rispettare i nuovi diritti e nel non trasformare la Volontà Generale, quale nuovo mostro, Leviatano, che divora i suoi figli, creare al contrario istituzioni democratiche di reciprocità impedendo che attraverso le Assemblee o Congressi qualsivoglia dei nuovi leader si identifichino in forma mistica con la Volontà Generale creando istituzioni di dominio. La solidarietà creata dal movimento viene a sprofondare nella sfiducia relazionale reciproca in attesa del realizzarsi del sogno, mentre la ragione in queste circostanze può avere esclusivamente compiti regolamentari di organizzazione e lotta per la sopravvivenza.

La trasformazione delle istituzioni in istituzioni di dominio è facilitata dall'individuazione dei nemici esterni che minacciano il realizzarsi dei diritti e a cui solo un leader carismatico riassumente in sé la Volontà Generale può opporsi. Nei tempi attuali tale funzione può essere facilitata da sistemi di marketing in cui si realizzano mondi ideali e si creano esigenze e quindi diritti inesistenti, per il cui appagamento è lecito appoggiarsi a colui che può indicare la retta via, con un degrado progressivo delle capacità cognitive intermedie e quindi fondate sulla plausibilità, non riferite semplicemente ad estremi del vero e del falso.

La deformazione della realtà e dei desideri porterà alla necessità di concentrarsi nel consumo di ciò che può soddisfarli, creando stati di dipendenza psichica, economica ma anche cognitiva, solo il malessere generalizzato che si crea nel tempo per l'impossibilità di realizzare qui e ora la felicità globale, espressione del paradiso, porterà faticosamente ad un emergere della problematica fino all'esplodere della crisi, che potrà essere liberatoria solo per coloro che avranno elaborato nuove vie e prospettive. La visibilità dell'Aldilà quale sostegno per strutture di dominio soft.

Pertanto la lotta alle istituzioni di dominio esplicite o meno non può ridursi alla semplice contrapposizione tra pubblico e privato, in cui la virtù risiede nel privato e le nefandezze nel pubblico, in quanto ad una inefficienza e minore etica pubblica può benissimo, come in effetti accade, corrispondere una illegalità diffusa del privato in quanto proprio le “istituzioni dello Stato devono avere un di più rispetto all'area sociale” ( Michele Salvati), si ritorna pertanto alla necessità della nascita di istituzioni democratiche di reciprocità in cui anche i politici, quali leader, abbiano una etica politica delle proprie azioni con una consapevolezza dei rapporti di reciprocità con i cittadini, impedendo di fatto la formazione di caste irresponsabili e auto-referenziali.

Bibliografia

  • A. Abbagnano, Storia della filosofia, UTET, 1974;

  • A. Antonucci, Complexlife: Marketing, Religioni, second life: la creazione organizzata di infelicità, Complexlab.com;

  • F. Alberini, Genesi, Garzanti, 1989;

  • René Girare, La violenza e il sacro, Adelphi, 1986;

  • J. Locke, Due trattati sul governo e altri scritti politici,UTET, 1948;

  • T. Hobbes, Leviatano, Laterza, 1972;

  • M. Habermas, Il discorso filosofico sulla modernità, Laterza, 1987;

  • M. Heidegger, Introduzione ala metafisica,Mursia, 1968;

  • A. Marcuse, Eros civiltà, Einaudi, 1956;

  • C. Napoleoni, Smith, Ricardo, Mark, Boringhieri, 1970;

  • J. J. Rousseau, Il contratto sociale, Mursia, 1971 ;

  • G. Santambrogio, La difficile onestà nel paese dei furbi, Sole 24 Ore, 13, 10/8/2007.


by sergio sabetta last modified 01-02-2008 18:13
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