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Scenari Complessi: Grazie Obama, ma basta con le balle! Ora le Assicurazioni sono pronte allo tsunami!

 

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25 marzo 2009

Il vero talento nella Complessità, quello del ComplexManager, è saper immaginare scenari possibili prima e meglio di altri – Francesco Varanini

Barak Obama ha appena varato un piano da 1000 miliardi di $ per il progressivo assorbimento dei titoli tossici dalle banche, ossia gli ‘scheletri nell’armadio’ che ogni banca sa che l’altra ha – ecco perché, in Europa, l’Euribor è diventato il tasso al quale le banche non si prestano il danaro!

Inietta così nella già potentissima lobby del sistema bancario una ulteriore e pericolosa dose di tracotanza, poiché banche colpevoli di enormi cazzate (termine scientifico per il quale vi rimando a wikipedia) vengono indiscriminatamente salvate con i responsabili sempre al loro posto e coi loro bonus!

Anziché estrarre le tossine dai titoli –rendendo i mutui almeno parzialmente garantiti e salvando così decine di migliaia di famiglie dalla strada- il governo USA preferisce lasciare indenne la tossicità dei titoli ed estrarre titoli sempre più tossici dalle colpose banche.  Insomma: meglio salvare le banche amiche che milioni di anonimi cittadini incapaci di pagare i mutui.  E’ qui che si vede la vera amicizia!

Povere banche…

Ma molto peggio messe sono la GECC (General Electric Credit Corporation) e, soprattutto… (ve lo svelo tra poco).

Negli ultimi mesi, continuo a dimostrare l’onnipotenza degli Anti-Robin Hood e dei loro memi massmediatici con una domanda pro-vocatoria che pongo ormai in ogni occasione di Workshop su “Finanza e Temporary Management” e di Agorà di Scenari Complessi della Finanza Immobiliare:

Chi è fallita pochi giorni dopo la Lehman Brothers, seppur immediatamente  salvata?”

La pro-vocazione rimane sempre senza voce, e lo sconcerto è rotto da rarissime e timide ipotesi: “forse… una compagnia assicurativa?”, “mi sembra… la AIG.”  - potenza della ‘rimozione memetica messmediatica’!

Ebbene sì:  il colosso assicurativo mondiale AIG (fatturato: 10b$) è tecnicamente fallita nel settembre 2008, e salvata in poche ore dal governo americano.

“Ma… quante volte è fallita?!” - è la mia seconda domanda… cattivella!

Perplessità nei più, prime intuibili preoccupazioni in alcuni.

Incredibile ma… il colosso AIG è fallita dal settembre 2008 ben 3 volte (sic!), ossia il governo USA è dovuto intervenire ripetutamente per tappare una falla che a oggi assomma a ben 170 miliardi di $, a fronte di un piano Paulson/Bush che prevedeva 700 miliardi per salvare tutto il sistema. Insomma: la AIG si sta rivelando un ‘buco nero’ – ancora non sazio!

E’ la terza domanda che ottiene l’effetto finale dell’Amleto: “E il resto è silenzio”.  Quando chiedo “Ma come diavolo fa una compagnia assicurativa a fallire?!”

Chi ha letto i miei precedenti articoli – in particolare “Scenari Complessi: dai Credit Default Swaps (CDS) alla Deflazione morbida” - conosce già la risposta.

Questi perfidi strumenti hanno illuso il mondo intero (letteralmente, visto che il loro volume ha raggiunto un valore prossimo al PIL mondiale di circa 60 trillion $, ossia 60 mila miliardi di $ !) sulla possibilità di rischiare senza rischiare.

In pratica, chi voleva ottenere rendimenti interessanti attraverso alcuni Corporate Bond si assicurava poi contro il rischio di una loro insolvenza, un rischio remoto trattandosi di corporate bond titolati quali… Lehman Brother – oddio!

I CDS sono quindi prodotti assicurativi, e si trovano coerentemente nella pancia proprio delle compagnie assicurative.  E’ bastato il fallimento della Lehman Brother ad evidenziare una situazione nella quale nessuno è “al di sopra di ogni sospetto”, e allora i CDS diventarono tutti sospetti.  L’impennata dei loro valori ha dissestato le riserve rischi della AIG che ne era imbottita – del resto, erano un bel prodotto innovativo, con alti margini e bassi rischi (figurati se va a fallire una corporation USA, una come la Lehman Brother…!)

Ma… l’AIG è stata l’unica ingorda ?

Sappiamo quanto le assicurazioni siano molto scientifiche nel minimizzare i rischi anche riassicurandosi, e coinvolgendo così i loro colleghi.

Nel mio articoloScenari Complessi: dopo la crisi delle banche…. What’s next?” del 5 novembre 2008, osservavo incredulo i crolli dei titoli assicurativi mondiali dall’inizio del 2008:

-64% (Allianz),  -52% (Axa) , -39% (Generali),   -97% (AIG), -72% (Aegon), -95%, (Fortis), -74% (ING), -37% (Zurich).

Come insegnò Freak Antoni: “Quando tocchi il fondo, è lì che incominci a scavare!”

E così hanno fatto questi solidissimi colossi assicurativi, che ad oggi hanno esibito senza orgoglio i seguenti risultati (il primo numero indica il ribasso % dai massimi del giugno 2007 ai minimi del febbraio 2009,  il secondo numero rappresenta la variazione % dal 1.1.09 – sedetevi…):

Allianz ( -72, -15), Axa ( -80, -44), Generali (-72, -37), AIG ( -99,  -2), Aegon (-88,  -35), Fortis (99,  0), ING (-93, -45), Zurich (-68,  -20).

Il resto è silenzio…

Dopo un doveroso minuto di silenzio, riprendiamo ad esercitare il salutare XI Comandamento: Domandate!

La domanda più urgente in questo stato terminale è la domanda-vaccino per eccellenza: “Cui prodest?” A chi giova una situazione del genere: assurda, angosciante, e soprattutto ignota ai più?

Il fallimento di qualche banca è affare serio, ma tante ne sono fallite nella storia.

Il fallimento di una compagnia assicurativa è affare serissimo, con ripercussioni psicologiche ancor più che economiche. La perdita di pensioni, di polizze vita, di rimborsi spese sanitarie è di una gravità quasi-assoluta, superata soltanto dalla vera devastazione sociale rappresentata dalla perdita delle “garanzie garantite” : se non mi posso neanche più fidare di una compagnia assicurativa…

Allora, l’unico bene rifugio diventa, purtroppo, la disprezzata… diffidenza: non ci si fida di nessuno e di nessun investimento – mattone, oro, titoli di stato…

Alura… che fare? E come?!

L’impegno che abbiamo è di non affidarci a soluzioni preconcette e predefinite, ma imparare a cavalcare gli Scenari Complessi (molto Creativi, oggigiorno!), con il vero Talento della Complessità sviluppato dall’approccio della Finanza Scientifica, per la quale è assolutamente inutile cercare di capire i fenomeni finanziari ed economici senza comprendere prima bene noi stessi!

Dalla comprensione di noi stessi e dagli spunti (eventi-trigger e possibili scenari ) emersi in alcuni convegni (vedi articolo “Scenari Complessi: dalle ‘balle ‘ alle bolle, dalla Deflazione Morbida all’Economia Reale, attraverso… i CDS?” del 28 febbraio 2009) s’impone la plausibilità di una “deflazione morbida” (in quanto pilotata, ma non per questo indolore…) di almeno 2-3 anni, confidando che non degeneri una deflazione incontrollata (4 o più anni), o peggio ancora in una vampata iper-inflattiva.

Ma… what’s “deflazione”?! Sembrava un termine ormai definitivamente eradicato – come il vaiolo!

Deflazione significa “massa di beni e servizi eccessiva rispetto alla massa monetaria disponibile all’acquisto” (oppure, letta al contrario: “liquidità pronta all’acquisto insufficiente per i beni e servizi prodotti”)

In questa epocale “Crisi Globale al cubo” - essendo, a dispetto di tanti governi ‘negazionisti’, la prima crisi globale per estensione sia geografica, sia sociale, sia merceologica– la risposta alla domanda “Cui prodest?” arriva ripercorrendo la storia, poiché… nulla di nuovo sotto il sole: così come si sono affermati i Rothschild, con il crollo dell’impero Napoleone a Waterloo, e i Rockefeller, con il crollo del 1929, così si affermeranno i prossimi leader dell’economia mondiale, ossia con il crollo di imprese, banche, assicurazioni e persino governi, da comprare a prezzi di saldo!

Occorre quindi coltivare un culto incondizionato per la liquidità liquidabile, senza ossessionarsi per un punto di rendimento in più (con quali vincoli temporali, e quali maggiori rischi…? Boh!)

Liquidità prontamente liquidabile per partecipare all’abbuffata deflativa con opportunità di acquisto di immobili, case, auto, beni, servizi e partecipazioni in imprese accessibili anche a piccoli-medi investitori efficacemente uniti con competenti Professionals e Managers della Complessità (ComplexManagers) che partecipino a tali operazioni.

In pratica, è impensabile cavalcare al meglio le opportunità deflazionistiche con una liquidità liquidabile "fai da te". Ciascuno ha la responsabilità di individuare le competenze capaci di coniugare fiducia con conoscenza scientifica della complessità dei sistemi finanziari.

Insomma, ancora e sempre…

E’ il Caos a favorire le menti preparate, e noi abbiamo il dovere di prepararle per avverare, con un minimo di utopia nel cuore, l’ideogramma cinese di Crisi e Opportunità (Wēijī 危机) per la serenità futura delle nostre famiglie, della nostra professionalità, delle imprese, del Paese.

Auguri, quindi, di un Sereno Futuro (con l’aggiunta, però, di un pizzico di “sana paura”…).

 

WEIJI

Ad maiora!

Nicola Antonucci

 

Parole Chiave:  Finanza Scientifica, Complessità, Caos, Crisi, Valori, Scienze, Gestione della Crisi Opportunità d’Impresa, Economia Reale, Scenari Complessi Creativi, Deflazione Morbida, Temporary Management, PMI, ComplexManager, Crisi Globale, memi, talento della complessità, Capitale Circolante, CDS, Credit Default Swap,  titoli tossici, Finanza Immobiliare,  Barak Obama, GECC, Utopia, Nicola Antonucci

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pubblicato il 25 Maggio 2009

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