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complessità , teoria dei giochi, scienze cognitive

Finanza sull’Orlo del Caos - Cavalcare l’imprevedibilità dei mercati finanziari

Nicola Antonucci

(testo scaricabile da file word in colonna adiacente a destra)

Genesi – Un Viaggio dalle Origini

Premessa - Il Peccato Originale.

Uomo, conosci te stesso e conoscerai l’universo e gli Dei” – iscrizione sul tempio dell’Oracolo di Delfi.

 

In principio era il Sogno: quello di prevedere.  Le Scienze sono nate per realizzare questo sogno, a partire dai filosofi presocratici del VI secolo a.C. (vedi Box di Approfondimento) che iniziarono a indagare il mondo intorno a sé, per arrivare ai moderni scienziati che interrogano la Realtà con gli esperimenti.

 

Box di Approfondimento: I Presocratici.

 

Il gruppo dei primi filosofi greci, comunemente chiamati presocratici, in quanto antecedenti lo sviluppo del pensiero di Socrate, include i filosofi naturalisti della scuola di Mileto: Talete, Anassimandro e Anassimene.

I filosofi presocratici rigettarono le tradizionali interpretazioni mitologiche dei fenomeni a favore di spiegazioni più razionali. Essi si chiedevano:

  • Quale è l’origine delle cose?
  • Quale è la sostanza di tutte le cose?
  • Come possiamo spiegare la molteplicità delle cose che esistono in natura?
  • Che rapporto intercorre tra unità e molteplicità?

Questi filosofi naturalisti basarono i loro studi attorno alla ricerca dell’arché, cioè il principio originario di tutte le cose.

Talete (Mileto, 624 a.C.? – circa 547 a.C.) è comunemente considerato il primo filosofo della storia occidentale, che individuò nell’acqua il principio di tutte le cose.  « Talete di Mileto fu senza dubbio il più importante tra quei sette uomini famosi per la loro sapienza - e infatti tra i Greci fu il primo scopritore della geometria, l'osservatore sicurissimo della natura, lo studioso dottissimo delle stelle »  (Apuleio, Florida, 18)

Anassimandro (Mileto, 610 a.C. circa – 546 a.C. circa) è il primo filosofo che individuò in un concetto astratto il principio di tutte le cose: l’ápeiron (l’infinito secondo molti studiosi, più semplicemente la polvere secondo altri ).

Anassimene (Mileto, circa 586 a.C. – 528 a.C.) individua nell’aria il principio di tutte le cose.  Anassimene, come era già successo con Talete che aveva individuato l’archè nell'acqua, attua su un piano fisico e concreto la ricerca del principio originario, che con Anassimandro aveva invece assunto una dimensione astratta e indeterminata.   La vera novità della filosofia di Anassimene sta nella spiegazione precisa del meccanismo materiale che consente all’aria di essere principio di tutte le cose. Per il filosofo di Mileto questo avviene secondo un processo di rarefazione e condensazione.

 

La Natura riservava troppe sorprese agli Esseri Umani per poter vivere serenamente, spingendo alcuni a cercare conforto nel destino divino da ammorbidire con preghiere e sacrifici, e spingendo altri ad applicare una potentissima forza della stessa Natura: la relazione causa-effetto.  Per noi, questa relazione è ormai scontata, ma non lo era per intere epoche storiche e culturali incapaci di vedere tale relazione tra numerosi fenomeni fisici, meteorologici, fisiologici, psicologici.

Da tale decisiva scoperta per l’Umanità derivarono comprensioni e spiegazioni oggettive, ossia indipendenti dal soggetto osservante, di numerosi fenomeni, tanto da rendere prevedibili le eclissi, le maree, le malattie e le relative cure, la traiettoria di un missile, la sostenibilità di un ponte.

Come per ogni vero “peccato originale”, le doti si tramutano presto in presunzione e, infine, nella tracotanza – il peggiore dei peccati, secondo i Greci, nei quali potessero incorrere gli Esseri Umani colpevoli di violare, con tale Hýbris, le giuste misure.

Anche le Scienze peccarono di Hýbris con l’approccio “laplaciano” (P.S.Laplace, 1749 – 1827, matematico e fisico), che stabilì il dogma secolare secondo il quale “se io conosco un fenomeno così bene da poterlo descrivere con equazioni matematiche (“il linguaggio della Natura”, per Galilei), allora potrò anche prevederlo con una precisione proporzionale a quella dei miei dati.”

Il sogno dell’Umanità divenne dunque reale e realizzabile?   Falso, vedremo perché e quanto.

Dapprima arrivò la Fisica Quantistica (vedi Box di Approfondimento) che, per spiegare fenomeni a scale sempre più piccole (fenomeni atomici, nucleari, elettromagnetici) e per risolvere alcuni “casi irrisolti o paradossali” (radiazioni del corpo nero, l’effetto fotoelettrico, gli spettri atomici, la rifrazione della luce), scombussolò i fisici classici introducendo la natura corpuscolare (o particellare) della luce, l’esistenza di livelli discreti (“livelli quantici”) dell’energia e, soprattutto, il dominio dei processi stocastici, ossia di quei processi basati su relazioni aleatorie collegate a una variabile temporale, processi quindi prevedibili soltanto in termini di “probabilità nel tempo”.

 

Box di Approfondimento: la Fisica (o Meccanica) Quantistica

La meccanica quantistica è una teoria fisica che si è sviluppata e consolidata nella prima metà del XX secolo, per supplire all’inadeguatezza della meccanica classica nello spiegare fenomeni e proprietà quali la radiazione del corpo nero, l’effetto fotoelettrico, il calore specifico dei solidi, gli spettri atomici, la stabilità degli atomi, l’effetto Compton. Alcuni esperimenti effettuati nei primi trent’anni del XX secolo suggerivano, per esempio, la necessità di introdurre l’ipotesi di un comportamento particellare della luce e di postulare l'esistenza di livelli discreti di energia.

La meccanica quantistica si distingue in maniera radicale dalla meccanica classica in quanto si limita a esprimere la probabilità di ottenere un dato risultato da una certa misurazione. Questa condizione di indeterminismo non è dovuta a una conoscenza incompleta dello stato in cui si trova il sistema fisico osservato, ma è da considerarsi una caratteristica intrinseca del sistema. La teoria, dunque, descrive i sistemi come una sovrapposizione di stati diversi e prevede che il risultato di una misurazione non sia completamente arbitrario, ma sia incluso in un insieme di possibili valori: ciascuno di detti valori è abbinato a uno di tali stati ed è associato a una certa probabilità di presentarsi come risultato della misurazione. Questo nuovo modo di interpretare i fenomeni è stato oggetto di numerose discussioni all'interno della comunità scientifica, come testimonia l’esistenza di diverse interpretazioni della meccanica quantistica. L’osservatore ha quindi effetti importanti sul sistema osservato, e ne deriva l’impossibilità di conoscere esattamente i valori di coppie di variabili dinamiche coniugate (per esempio: posizione e quantità di moto), espressa dal “principio di indeterminazione” di Heisenberg.

 

 

Infine, il colpo mortale all’approccio laplaciano (ossia, della prevedibilità assoluta) arrivò con la nascita dei computer che consentirono la nascita della Teoria della Complessità e del Caos a partire dagli anni ’60.

Questa nuova visione della Realtà ha spiegato perché fenomeni fisici, evoluzioni di popolazioni, andamenti di liquidi o gas, fenomeni meteorologici e andamenti economico-finanziari diventano imprevedibili appena superano determinati livelli di complessità diventavano imprevedibili - con buona pace di monsieur Laplace e del “Sogno dell’Umanità”.

Ma… c’è sempre un “ma”: fenomeni complessi come il mutare dei venti, l’andamento delle onde e i sobbalzi di un toro sono imprevedibili, ma… sono comunque cavalcati da velisti, surfisti e cowboys, che sanno leggere il linguaggio di tali fenomeni complessi con gran divertimento e profitto!

Forse gli andamenti finanziari sono anch’essi cavalcabili, pur essendo molto più complessi degli andamenti naturali citati?

Forse i mercati finanziari sono anch’essi scritti in un linguaggio che dobbiamo, e oggi possiamo, imparare?

Ebbene sì!

 

Un Patto con te.   Questo libro si propone di condividere con te lo stato più avanzato delle teorie, delle ricerche e delle scoperte scientifiche per comprendere, valutare e sfruttare al meglio gli andamenti economici visti esclusivamente come fenomeni fisici condizionati e stimolati da agenti di varie dimensioni: dalla massa dei piccoli risparmiatori, ai numerosi operatori professionali, fino a potenti oligarchie (i miei cari… “Anti-Robin Hood”!)

La finanza è quindi affrontata come un Sistema Organizzato Complesso (molto complesso), ossia come un Organismo che si nutre (di cosa?), è attratto (da cosa?), si esprime (come?) e, addirittura, si organizza autonomamente a modo suo (e non a modo degli organismi di controllo e regolamentazione).   L’errore scientifico, nonché filosofico, più grande consiste nel pensare che i fenomeni finanziari si auto-organizzano per la stabilità, l’equilibrio e la prosperità della nostra civiltà capitalistica, ossia come piacerebbe a noi.

A tale “Bestia” (come chiamo affettuosamente la Borsa Valori e il mercato finanziario in genere) l’intera società umana è ormai totalmente indifferente e insignificante, a causa delle dimensioni e della complessità ormai raggiunte.

Intendo fornire agli operatori della complessità finanziaria, ossia ai Traders e agli Investitori Scientifici (“ComplexTraders”):

·        “occhiali speciali” per vedere dati, grafici, informazioni in modo nuovo - scientifico;

·        la “Bussola del ComplexTrader”, che permetta ai Trader e agli Investitori Scientifici di orientarsi con criteri pratici e operativi nella complessità della finanza;

·        un “alfabeto della finanza”, sia per leggere e comprendere meglio il suo linguaggio naturale, sia per vederne la fantasmagorica varietà di comportamenti e forme come il risultato, analogamente al linguaggio verbale, della combinazione di pochi elementi con pochi criteri e regole;

·        “vaccini molto speciali” per altrettanti Obiettivi pratici:

o       salvaguardarsi dalle “balle”, dai cretini, dagli incompetenti, dai superficiali e dai truffatori – solo questo obiettivo rappresenta più del 50% di qualsiasi risultato!

o       predisporre, contro tali perniciosi “virus”, un “Kit di sopravvivenza e Benessere” costituito da criteri, domande e conoscenze semplicemente e praticamente scientifiche.

L’Impegno e gli Obiettivi di questo viaggio nella complessità finanziaria, nel più umile spirito scientifico, sono:

  • cercare di dire molto con poco, ricorrendo a grafici, immagini e schemi per chiarire concetti altrimenti complessi;
  • rispettare il “principio di pertinenza”, ossia un criterio di efficienza cognitiva per permetterti di apprendere molto senza eccessive elucubrazioni mentali, evitando per esempio formule ed equazioni (… prego – non c’è di che!);
  • puntare alla massima praticità, operatività e semplicità di ogni concetto anche complesso, memore però del monito di Albert Einstein:

“Explain it as simple as it is, but not simpler!” (l’ho lasciato in inglese solo perché è più incisivo: “Spiega le cose semplicemente come sono, ma non troppo semplicemente!”) – le semplificazioni eccessive… complicano.

  • condividere pochi, pratici e semplici criteri e domande per minimizzare i danni e massimizzare i proventi.

IMPORTANTE: L’impegno e l’obiettivo prioritario di questo libro è, soprattutto, di non nuocere!  Una sorta di “giuramento d’Ippocrate” (lanciato da Benoît Mandelbrot - 1924, fondatore della geometria e della finanza frattale) che alla Finanza tradizionale farebbe tanto, ma proprio tanto, bene.

Il mio corollario personale di tale “giuramento” è di aiutarti a evitare le perdite indotte da chi vuole nuocerti.  Tanti hanno interesse a nuocerti, persino a fregarti, e il primo guadagno in Borsa per risparmiatori, investitori privati e traders è… non perdere, non farsi ingannare, non farsi manipolare.

Ben prima di imparare a guadagnare (forse…) da chi vanta di aver guadagnato (forse…) con la Finanza, impara a non perdere e a non farti condizionare grazie alle preziosissime esperienze negative di chi… ha perso e s’è fatto condizionare, ossia “sulla sua pelle” – usa me e questo libro anche per questo!

Questo è lo scopo di questo libro.

Solo così potrai affrontare il decisivo dilemma tra Fight or Flight – “combattere o fuggire”: affrontare i rischi per guadagnare, oppure rinunciare ai possibili guadagni per paura di perdere.

Non ti tedierò infine con descrizioni di innumerevoli strumenti finanziari per i quali esistono validi testi, presupponendo che tu sia un investitore con sufficiente cultura finanziaria alla ricerca di visioni  e approfondimenti scientifici.

Ma… un ultimo “ma”: attenzione alla Complessità! Spesso si abusa di tale termine e lo si usa in modo improprio. Soprattutto, occorre difendersi dalla Complessità quando rischia di indurre uno stallo, una catatonia decisionale, una rassegnata rinuncia di fronte alla imprevedibilità dei fenomeni complessi.

Il mio “Patto con te” è di presentare i benefici, i vantaggi, ma anche i limiti della Teoria della Complessità e del Caos (“TdCC”) applicata alla finanza, per utilizzarla al meglio integrandola con altre essenziali discipline scientifiche moderne quali la Teoria dei Giochi (“TdG”) e le Scienze Cognitive (“SC”).

Le integrerò in un approccio pragmatico, operativo e, confido anche per te, proficuo denominato “approccio cognitivo ai giochi complessi” che è alla base della Finanza Scientifica e del suo Principio: è assolutamente inutile, e persino dannoso, voler comprendere la Finanza senza prima comprendere se stessi scientificamente.

Pronti a cavalcare, rinunciando a prevedere?

“Lasciate ogni previsione voi ch’entrate” – parafrasando Dante Alighieri, Inferno, Canto III

IMPORTANTE: Per chi fosse ad approfondire i molteplici aspetti della Complessità applicata alla Finanza e delle sue ripercussioni sulle visioni tradizionali della Finanza (“Random Walk”, Analisi Fondamentale, Analisi Tecnica, ecc…), ecco il link al mio Corso online  “La Teoria del Caos applicata ai mercati finanziari”

http://www.pfacademy.it/corso.php?idcateg=19&idS=1&idSS=1&idFa=28&idCo=82

( valido per l'accreditamento di 8 ore di certificazione €FA ).


by Nicola Antonucci last modified 22-04-2010 00:19 2010 Nicola Antonucci
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