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Le avventure di K - II

Nei modi più diversi, siamo tutti simili
Làszlò Merò (Matematico specializzato in Teoria dei Giochi)

 

Abbiamo lasciato il neo-assunto K alle prese con i primi scollamenti tra i concetti (i “memi”) appresi dalla scuola e dalla famiglia, e quelli affrontati nella sua azienda.

K è in piena fase di rivisitazione delle modalità comunicative ed espressive, avendo appresa la relativa importanza del contenuto della comunicazione, rispetto all’aspetto relazionale.  L’importanza del chi comanda, rispetto a chi sa.   Dell’immagine, sul fare.

K sta quindi rivedendo i suoi ideali di merito, le cui colonne portanti della conoscenza e del fare sembrano elementi di un quadro di De Chirico – remoti, isolati, inutili, inquietanti…

L’incontro, infine con un primo esemplare, legale, di neo-schiavo, segna il momento più basso di questa sua traiettoria  evoluzionistica aziendale - pur nella vaghezza impressionistica dei contorni di tale “animale d’azienda”.

Ma, con la presentazione di un nuovo capo, arrivato da una filiale estera, l’impressione di riscatto dei suoi antichi ideali si fa forte: attività, praticità, decisionismo, trasparenza di commenti e giudizi, competenze tecniche – tutto congiura a favore di un giudizio attendibile di “brava persona”.

K ancora non sa che, se i cattivi non fossero anche brave persone, non sarebbero così pericolosi!   Questo dal fronte dei proverbi popolari, che esprimono spesso in modo ingenuo, ciò che le scienze confermano, talvolta, secoli dopo….

K non conosce ancora la matematica Teoria dei Giochi.  Tanto meno ha mai sentito parlare di “strategie miste”, e della necessità dei comportamenti emotivi, persino isterici, per la loro ottimale riuscita.   Cattiveria e bravura – un primo esempio di “strategia mista”, che K inizia a intuire quando viene inviato a una prima serie di incontri con tutte le informazioni note.   Peccato, che il capo si presenti verso la fine dell’incontro, per sovvertire tutto il lavoro fatto, e squalificando il ruolo del collaboratore K, con la presentazione di nuove e decisive informazioni ….dell’ultima ora!

Ma non c’è cattiveria – tant’è che il capo invita subito dopo K a prendere un caffè, e gli racconta come aveva appena ottenute le preziose informazioni dal gran capo superiore “maximo”  – con cui è in diretto contatto…

Beh, in fondo è stato bravo….

Tanto bravo, che il fatto si ripete – con identico ciclo di “sbugiardamento” del collaboratore K, e successive pacche sulle spalle, caffè e chiacchierate amichevoli sulle reciproche ferie… Ma sì, è una brava persona, e nessuno è perfetto.

Qualche ulteriore dubbio sulla sua coerenza insorge quando si passa ai giudizi e alle relazioni personali.  K riceve riconoscimenti per l’impegno e per i risultati, ma, improvvisamente, in curiosa coincidenza con l’andamento azionario o meteorologico, viene maltrattato dal capo, che, se lo degna di uno sguardo, è per lamentarsi di un ritardo, di risultati insoddisfacenti, dell’inopportunità di certe emails, o di qualche commento costruttivamente critico.

Ma come? Se, appena ieri ….. Allora, forse, questo è il vero pensiero del capo su K, e non quelli precedenti, gentili….?   Forse, K deve impegnarsi di più, fare meglio…

Forse, deve essere più simile al suo collega finanziario.   Bravissima persona – simpatica, generosa e gentile.  Molto gentile - non gli ha mai sentire dire “No”, tanto meno ai rispettivi capi.  Molto generoso: porta ogni tanto qualche ottima mozzarella di bufala – tanto fresca da essere stata probabilmente prodotta con le sue stesse mani!   E tanto simpatico: soprattutto, quando è talmente ubriaco alle feste aziendali, da incornare cancellate, o cadere in piscine….

In effetti, sul conto del collega finanziario, il capo di K ha sempre e solo espresso commenti e giudizi positivi, senza mai adombrare il sospetto di opinioni volubili, lunatiche, (o meteorologiche …), schizofreniche.

L’ambivalenza, invece, dei giudizi su K, rappresenta evidentemente un costruttivo contributo del suo capo al suo perfezionamento - fedele al precetto dello scultore Canova, che replicava alle critiche, perfezionando ancora di più il proprio lavoro!
In effetti, K comprendeva la diversa stabilità di giudizi: K talvolta portava al proprio capo risultati contrastanti con l’obiettivo iniziale, talvolta in ritardo pur di trovare una soluzione praticabile a un problema, talvolta perseguendo modalità e fornitori diversi da quelli indicati dal capo.  Il collega finanziario, mai: sempre puntuale, sempre con i risultati attesi, sempre confermando le ottimali indicazioni iniziali del capo.

Non c’è dubbio: K deve lavorare molto per migliorarsi, e raggiungere quella coerenza di giudizio, positivo, da parte del proprio capo, che gli hanno insegnato, da sempre, essere il vero premio del proprio merito.

I corpo di K sta appena apprendendo, con alcuni segnali gastrici, epatici o dermatici, la perniciosità  delle “strategie miste” a danno di chi le subisce.  La mente di K continua, invece, a ignorare l’efficacia delle stesse per chi le applica, e il loro potere sia condizionante (“memico”) sia di sfruttamento sui propri profondi ideali.

Il risultato è che più, e meglio, K lavora, più incarichi e responsabilità gli vengono conferiti, senza però che veda annullarsi la bizzarra alternanza di giudizi sul proprio conto – che sia schizofrenia?   No…. Quella è roba da manicomio – anche se li hanno chiusi da tanti anni….

Forse – sempre fedele a Canova – K deve migliorare ulteriormente le proprie performance, per arrivare a diventare costantemente bravo e apprezzato, come il collega.

E così, il circolo vizioso è chiuso intorno alla vita di K.  Lui non lo sa ancora, ma la Teoria dei Giochi potrebbe benissimo spiegargli come sia diventato schiavo di certi ideali, e, soprattutto, come affrancarsi da “falsi idoli”.

Occorre, però, che rinunci a uno dei suoi ideali più sacri: la coerenza!

 

Lasciamo ora K ad apprendere altri dannosi circoli viziosi, nonché  vincenti comportamenti incoerenti e irrazionali, istituzionalizzati nella sua azienda.

K apprenderà così anche le bizzarre perversioni di incompresi “sistemi complessi e caotici”…

 

 

Nicola Antonucci

nicola.antonucci@libero.it

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pubblicato il 08 Aprile 2006

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