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Il Social PlanQuello della responsabilità sociale è un valore che viene accettato oggi con riserva. E che genera una prassi di responsabilità sociale che è sostanzialmente retorica. Forse una po’ caricaturalmente, la situazione può essere riassunta nel modo seguente. La società sta spingendo sempre di più l’impresa a “fare la buona”, a non essere troppo egoista. Questa richiesta è la versione “politically correct” del tradizionale orientamento anticapitalista di tutte le forze che hanno a cuore la solidarietà. I grandi top manager a questo invito rispondono “Certo, ma nel rispetto del nostro impegno di fondo: aumentare il valore per gli azionisti”. Io credo che sia la richiesta che la risposta siano superficiali, non adatte ad aumentare il valore per gli azionisti, la maggioranza dei quali, in molte imprese è anomina. La ragione di questa mia convinzione è dovuta al fatto che il concetto di CSR che oggi va per la maggiore è adatto solo ad imprese manifatturiere che operano all’interno di una società industriale che vuole continuare a rimanere tale. Obiettivo del documento che trovate in allegato è quello di proporre una nuova visione di CSR: la responsabilità sociale può oggi essere intesa solo come una tensione continua verso l’innovazione profonda dell’identità e del ruolo sociale delle persone. Ed una nuova prassi che ruota intorno al concetto di “Social Plan” e che ha l’obiettivo di aumentare la capacità degli attori economici di generare non solo economico, ma anche sociale, politico, istituzionale e culturale che riescono a generare. |
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