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"La gestione della complessità: la fine del management?" Milano 18 giugnoMa cosa è la complessità? Non significa complicazione e confusione, ma ricchezza emergente. Non parla solo di farfalle, uragani e caos. Ma racconta la natura e l’evoluzione dei sistemi umani. Per imparare a gestire la ricchezza della complessità è necessaria una nuova “forma” di management ispirata, profetica, progettuale, partecipativa, solidale ed emozionale: Sorgente Aperta. Sorgente Aperta è: nuove modalità di fare politica, sviluppare strategie, cambiare l’organizzazione, costruire mercati, valorizzare persone, smettendola di considerarle banali risorse. Racconteremo della complessità e di Sorgente Aperta accompagnati dalla musica di Bach che dipinge, con la magia del suono, come si forma ed evolve la complessità del pensare umano. Esistono momenti nella Storia in cui si producono cambiamenti di paradigma nelle visioni dell’uomo e del mondo. I nuovi paradigmi nascono in modo strano e, apparentemente minimalista, ma, poi, cambiano il mondo. Si pensi solo al Rinascimento. Esso nasce da un gruppo di pionieri che hanno “adottato” una visione dell’uomo diversa da quella medioevale. Partendo da essa, hanno iniziato guardare diversamente anche alla natura, che era l’ambiente di riferimento dell’uomo. Hanno, così, creato la scienza e la tecnologia. E, usandole, hanno generato una nuova società che è sostanzialmente la società industriale. Essa si presenta come una nuova natura artificiale che ci ha permesso di raggiungere una qualità della vita fino a ieri inconcepibile. Oggi è evidente che stiamo assistendo alla “emersione” di un nuovo paradigma in tutte le scienze della natura (dalla matematica, alla fisica, alla biologia, alle neuroscienze) e dell’uomo. Lo definiamo attraverso la parola “complessità”. Ci propone una visione ancora diversa, rispetto a quella rinascimentale, dell’uomo e della natura. Come tutti i nuovi paradigmi nascerà da un gruppo di pionieri che sembrerà venire dal nulla. Certo non verrà dall’establishment economico, sociale e culturale. All’inizio, apparirà velleitario. Poi curiosamente trasgressivo. Da ultimo, accadrà quanto è accaduto nel Rinascimento. Questo gruppo di pionieri diverrà classe dirigente e, usando proprio il nuovo modo di governare, genererà una nuova società. Di fronte all’emergere di un nuovo paradigma la reazione della classe dirigente “in carica” è di disinteresse o di curiosa attenzione culturale. Difficilmente di adozione attenta e consapevole. Sarà la classe dirigente che la sostituirà che utilizzerà il nuovo paradigma. Quasi come il naturale susseguirsi delle generazioni. Oggi crediamo che questa modalità di nascita ed adozione di nuovi paradigmi e, quindi, di conseguente generazione di nuove società, che la storia ha sedimentato, non sia più accettabile. Il “sillogismo” è stringente. Sta diventando evidente che la crisi multi dimensione che stiamo vivendo è dovuta al fatto che la società industriale, così, come è andata sviluppandosi, non può essere un modello per la società mondiale. Sta diventando evidente che è necessaria ed urgente la progettazione di una nuova società. Ora ogni nuova società nasce solo da un nuovo paradigma. Ma se l’affermarsi di questo nuovo paradigma passa attraverso il succedersi delle generazioni delle classi dirigenti, allora il generare un nuova società risulta troppo lento. Insostenibile. E’ possibile anche una controprova: oggi tutti siamo davvero consapevoli che è necessaria una nuova società, ma non riusciamo a generarla. Sembriamo immersi in un pantano che diventa sempre più ostativo. Guarda caso: per progettare una nuova società usiamo la stessa visione dell’uomo e del mondo che sta alla base della vecchia società. Ecco perché non caviamo un ragno dal buco. Ed è possibile una prova più “tecnica”. Il paradigma su cui si fonda la società industriale porta alla adozione di un metodo di governo, se riferito alla società nel suo complesso, di management, se riferito alle singole organizzazioni, di educazione se riferito alle singole persone che va bene per far funzionare società, imprese e persone. Non per generare nuove società, organizzazioni e persone. Il nuovo paradigma suggerisce proprio metodi di governo, management, educazione che sono, invece, funzionali a costruire il nuovo. Per permettere alla classe manageriale e professionale italiana di disporre di una immagine complessiva, ma approfondita, di cosa “contenga” la metafora della complessità e confrontarsi con una proposta su come, da essa, possa nascere una nuova visione dell’uomo, dei sistemi umani ed un nuovo governo dello sviluppo, proponiamo una giornata di ascolto, riflessione, progettualità. PROGRAMMA del workshop (leggi qui), Milano 18 giugno SCHEDA DI ISCRIZIONE (scarica qui) da compilare e inviare via fax Per INFORMAZIONI contattare Loris Belluta tel. 02 87387495 e-mail loris.belluta@atmanproject.it I relatori (per un approfondimento clicca qui) Prof Gianfranco Minati Matematico Fondatore e Presidente Associazione Italiana per la Ricerca sui Sistemi Docente di Scienza dei Sistemi al Politecnico di Milano
Prof. Eliano Pessa Fisico Ordinario di Psicologia Generale presso l’Università degli studi di Pavia
Prof. Ignazio Licata Fisico Professore presso l'Institute for Basic Research di Palm Harbor, Florida direttore scientifico dell'ISEM, Institute for Scientific Methodology a Bagheria, Palermo
Dott. Francesco Zanotti Fisico Presidente Atman Project |
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