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Politica, media e movimenti nell’era della comunicazione di massa.

Carlo Mazzucchelli

Politica, media e movimenti  nell’era della comunicazione di massa.



Il contesto in cui oggi avviene il dialogo politico è pesantemente condizionato dai mezzibabel di comunicazione di massa e dalle tecnologie dell’informazione. Se oggi la politica viene usata da tanti cittadini e dai movimenti di opinione per difendere la democrazia e le sue opportunità concrete fatte di associazionismo, partecipazione civica, canali efficaci e liberi per lo scambio di informazioni, allora qualsiasi cambiamento profondo nell’ambiente dei media, come quello sperimentato negli ultimi anni, deve essere tenuto in debito conto ed utilizzato per agire ed incidere sulla realtà.

Il dialogo, la discussione, il dibattito e la capacità decisionale sono tutti mezzi di comunicazione che sostengono il processo democratico e fanno crescere una democrazia sana. Quando questi canali di comunicazione non funzionano, vengono costantemente manipolati o ostruiti di troppa informazione allora la partecipazione diminuisce, la passività cresce e la democrazia entra in sofferenza. Non a caso nelle dittature vengono chiusi i canali di comunicazione che permettono la discussione ed il dibattito e vengono soffocati gli spazi, i luoghi ed i tempi che potrebbero favorire il dialogo.

Il problema di base per la crescita democratica di un paese continua a riguardare aspetti culturali e comportamenti individuali o sociali. Le menti chiuse, l’incapacità o il disinteresse ad ascoltare, imparare e partecipare sono problemi reali che non possono essere trascurati. Senza partecipazione allo spazio pubblico e senza volontà di intervenire con mente aperta sulle questioni di interesse collettivo, la riflessione democratica langue, la cultura della democrazia non si espande, la riflessione rimane sterile e le decisioni difficili da prendere.

Per una democrazia il dialogo è l’elemento di criticità così come lo è la forma in cui avviene. Studiosi come Postman hanno scritto libri interi per descrivere i cambiamenti avvenuti nelle forme del dialogo prendendo in esame le modalità con cui si svolge il dialogo televisivo ed al ruolo da esso assegnato al telespettatore. Oggi grazie alle nuove  tecnologie dell’informazione il dialogo tra persone ma anche tra società civile ed istituzione, tra cittadini ed istituzioni politiche sta assumendo forme ancora diverse che ogni movimento della società civile impegnato in politica dovrebbe prendere seriamente in considerazione. Il paradigma nuovo che ha cambiato il contesto è la diffusione di internet e la capillare distribuzione degli accessi a costi accessibili ad un numero elevato di persone.

Internet viene ormai usato dai politici come mezzo per celebrare la propria fama e personalità. Tony Blair ad esempio ha un sito web attraverso il quale i cittadini inglesi possono ‘chattare’ con lui ( in realtà con un moderatore che fa da controfigura ! Internet è un luogo dove nessuno può sapere se il proprio interlocutore è una persona o un cane che batte la zampa sulla tastiera! ).  Ma anche in Italia molti parlamentari e partiti hanno allestito siti internet per costruire non solo la propria visibilità e presenza ma anche per interagire e generare feedback. Già i comitati Prodi nel 1993 fecero uso della rete per sperimentare forme di elaborazione ed iniziative digitali.

babelsIl movimento politico che si è manifestato in Italia negli ultimi due anni ha fatto largo uso delle tecnologie dell’informazione e degli strumenti disponibili in rete. Internet è stato tutto un florilegio di siti del movimento e non è nato gruppo senza che nascesse un sito internet ad esso collegato. Eppure nonostante i molti esperimenti effettuati, i risultati ottenuti e i fallimenti subiti, il movimento poco ha fatto per analizzare i risultati del proprio impegno sulla rete e soprattutto degli effetti collaterali generati. Ora forse è tempo e utile tentare una analisi di questi esperimenti per verificare quale uso alternativo di queste tecnologie e strumenti si potrebbe fare.

Nonostante la pervasività di internet ed il suo utilizzo in politica da parte del movimento continua a non esistere univocità nella valutazione dei benefici generati dagli strumenti utilizzati. Per alcuni i forum online sono esempi di libertà di discussione, per altri invece ambiti in cui si finisce per restringere i propri campi di interesse ( narrow streaming ) e per polarizzare i punti di vista con il risultato di emarginare lo scambio di opinioni sui molteplici aspetti della vita politica. Alcuni ritengono Internet il mezzo migliore per accedere alle informazioni ( leggere i giornali online ), altri invece pensano che Internet incoraggi la trasmissione filtrata di informazioni in contrasto con la ricchezza di informazioni e notizie messe ogni girono a disposizione dalla stampa quotidiana. Alcuni vedono nell’uso di collegamenti ipertestuali la possibilità di generare nuove opinioni ed un allargamento delle prospettive, altri invece ne valutano positivamente il valore iniziale ma ne criticano i risultati a cui si arriva a causa di un declino costante della navigazione ed una preselezione intenzionale di una gamma limitata di canali e fonti di notizie.

La televisione e Internet sono oggi i due media che più di ogni altro ha invaso le case dei cittadini italiani. I due media si assomigliano, anche nel loro percorso di affermazione e diffusione. Ma Internet presenta due grosse novità: 1) innanzitutto da la possibilità di filtrare i punti di vista contrari alla propria posizione e andare su siti o mailing list che confermano ciò in cui già si crede. Ciò non è possibile con la televisione neppure se avessimo un telecomando intelligente. 2) Su Internet a lungo andare non si cercano più le novità a meno che non esistano motivi specifici per farlo. E comunque con Internet il cittadino potrebbe sempre cambiare comportamento ed usare i motori di ricerca per cercare le informazioni che servono, quando servono e dove servono. L’informazione messa a disposizione sulla rete è sempre accessibile in base ad esigenze personali e questo fa sì che la sfera di azione del cittadino si allarghi e che la rete diventi un ambiente in grado di favorire la crescita della cittadinanza democratica. In questo contesto la rete espande la sfera potenziale dell’azione politica.

giochi_bruegelMa vivere in rete non è come vivere nella vita reale, richiede un vero e proprio sforzo di adattamento della  specie cittadino ed una sua trasformazione in cittadino della rete . La vastità delle informazioni disponibili e la velocità con cui le tecnologie di Internet cambiano rendono arduo a chi frequenta la rete di mantenere elevate e vigili le soglie di curiosità e di attenzione. La noia, l’affaticamento, la mancanza di coinvolgimento emotivo, sono tutti rischi dietro l’angolo in grado di allontanare anche i navigatori più incalliti.

Da un lato se si viene sovraccaricati di informazioni si tende a reagire ritirandosi dalla sfera pubblica in dimensioni riservate al proprio ambito personale ( il mio forum, la mia stanza, la newsletter etc.).  Poi ci sono i limiti al tempo che serve agli essere umani a dialogare e prendere decisioni collegialmente, a deliberare in modo saggio e con un occhio rivolto al futuro. Serve tempo, lavoro e fatica e soprattutto grande auto controllo e capacità di gestire frustrazioni, arrabbiature e delusioni. Società complesse ed eterogenee come la nostra richiedono grandi risorse di dialogo e dibattito ma soprattutto molte persone disponibili e preparate a sostenerlo.

Se il movimento vuole agire sul sociale attraverso strumenti di comunicazione deve perciò essere in grado di stimolare costantemente l’attenzione delle persone, di fornire mezzi e piattaforme in grado di sostenere e sviluppare un effettivo coinvolgimento. La chiacchiera online, il ruolo passivo di destinatari di messaggi non interessa più, si cerca una partecipazione effettiva dove l’elemento vincente diventa la capacità di feedback dei canali di comunicazione e dei mezzi utilizzati.

Uno degli aspetti rivoluzionari di Internet rispetto ai media tradizionali è il fatto di essere sempre acceso. Internet è come la luce, un medium in grado di alterare il villaggio in cui ognuno di noi vive, ri-programmando ogni aspetto della nostra esistenza sette giorni su sette e ventiquattro ore su ventiquattro.

Per comprendere la democrazia in cui viviamo e la dimensione politica della stessa dobbiamo cominciare a comprendere ciò che è avvenuto nel mondo delle reti di interconnessione di massa e capire in che modo le comunità ed i singoli cittadini si organizzano sulla rete ed alimentano i loro circuiti di comunicazione digitali. Ma per fare questa analisi bisogna tenere conto delle variabili tempo, spazio e velocità e delle reazioni prodotte dalla percezione che ognuno di noi ha delle stesse.

La velocità della rete porta a cambiamenti continui, a distruzioni e novità che si alternano continuamente spiazzando temporalmente e spazialmente il nostro modo di interpretare e percepire la realtà. Per comprendere le reazioni di tanti cittadini in rete  dobbiamo essere in grado di analizzare le implicazioni sui nostri io collettivi e sul nostro agire politico della velocità che ci viene richiesta, una velocità che ci sembra sempre superiore a quanto ci saremmo aspettati.

La fame costante di notizie e di novità rende il ciclo temporale legato al mondo internet brevissimo. Ciò comporta una avversione immediata per le pause, il silenzio, le reazioni riflessive o ritardate. L’imperativo è reagire subito o reagire comunque. Ma è così che le teste parlanti finiscono per rimpiazzare le teste pensanti e dettare le modalità e la tempistica con cui il dialogo si può sviluppare.

Mentre nella vita sociale assistiamo ad una diminuzione dei legami sociali e alla decrescente attitudine associativa dei cittadini che porta ad un declino della fiducia, della solidarietà e della partecipazione alla politica, sempre  più persone passano il loro tempo in rete come se Internet  

potesse complementare la vita sociale. Ma in realtà nel trasferirsi in rete molti non si rendono conto di entrare in una esperienza personale che non è molto dissimile da quella sociale e che richiede come quella un livello di concentrazione ed attenzione elevati. Ma così come siamo in grado di recepire una parte limitata di quanto ci viene detto in una conversazione, anche sulla rete ci sono limiti concreti alla concentrazione ed all’efficienza.

Un altro grande problema ha a che fare con il nostro rapporto con il tempo. Il modo con cui viviamo la variabile tempo determina sempre di più il nostro modo di agire. Ci vogliono tempo ed una mente aperta per ascoltare, informare, istruire, per determinare ciò che possiamo o non possiamo risolvere, per capirne la differenza e per includere tutti quanti hanno una posta in gioco nel futuro.

Il tempo che noi oggi percepiamo come metafora culturale non è più quello dell’orologio meccanico che viaggiava ad ingranaggi ma bensì quello di Internet, della rete delle reti. Noi oggi abbiamo re-inventato il tempo ed internet è diventato la stenografia che definisce il ritmo, negli affari così come nella vita privata ( no fastweb ! ahi, ahi, ahi ……. ). Non esiste più un dove ma esiste sempre un ORA. Ciò che prima richiedeva anni per la sua affermazione ora richiede una frazione di tempo. Esiste ormai un tempo locale, quello dell’orologio, ed un tempo globale, quello della rete e diventa sempre più importante sintonizzarsi sul secondo.

Internet rende possibile la veloce mobilitazione e il rapido coordinamento di grande quantità di persone e cose ( senza Internet non ci sarebbe stata la grande manifestazione della CGL per l’articolo 18 e neppure quella del movimento di Piazza S.Giovanni) . Internet è oggi il più importante mezzo per l’azione diretta. Esattamente come avviene per uno sciame una volta che ha lasciato l’alveare, internet permette di auto-organizzarsi costantemente, di adattarsi alle nuove esigenze semplicemente adattando la propria iniziativa nel movimento. Se organizzato questo approccio permette di arrivare ad un bersaglio agendo individualmente perché ogni singola iniziativa avviene all’interno di un flusso di gruppo.

Su internet la pressione del tempo si sta facendo sentire tra i cittadini di tutto il mondo. L’accesso costante alla posta elettronica ed ai telefonini cellulari creano nelle persone nuove aspettative nei confronti delle risposte, che devono essere sempre più veloci, e della reperibilità, che deve essere costante. Tutto ciò sembra molto lontano da quanto è richiesto dalla pratica della democrazia. Il dialogo, il dibattito, le riflessioni ed il linguaggio usato per convincere sono tutte attività che richiedono tempo. In politica il tempo serve per poter valutare e rivalutare ogni singola decisione e per chiedere consiglio ogni qualvolta se ne senta il bisogno. Ci vuole tempo per informare i cittadini, ci vuole molto più tempo per convincerli e serve ancora più tempo per conquistarne il consenso.

Chi fa politica oggi in rete deve dotarsi di strumenti e piattaforme che proteggano l’attenzione. Non c’è bisogno di maggiore velocità e neppure di maggiore informazione. Ciò che serve sono strumenti che favoriscono la riflessione ed il giudizio, e di tempo per discernere quello che dovrebbe essere cambiato da ciò che invece andrebbe mantenuto così com’è. Le comunità che si creano su Internet non sono tutte uguali perché diversa è la velocità con cui si muove l’informazione in ognuna di esse. Ogni cambiamento nel flusso delle informazioni modifica anche ogni struttura comunitaria.

Nell’era digitale ciò che il politico vende sono semplici impressioni. Poi si calcola la quantità di attenzione che riceve un sito web o un messaggio e la quantità di tempo che ogni utente passa su ogni pagina web. Oggi il politico che usa la rete non deve più catturare gli occhi (TV) della gente ma la sua mente (mindshare) e lo spazio psichico in cui opera l’immaginazione di ognuno. La breccia per entrare sono i profili personali, le pulsioni, i bisogni ed i desideri.

Mentre la democrazia ha bisogno di riflessione per deliberare, deve trovare l’equilibrio fra gli interessi in conflitto e ricercare compromessi, internet uccide il tempo, l’attenzione e la memoria.

Internet non lascia il tempo che servirebbe per prendere decisioni che vanno nell’interesse pubblico e genera una richiesta costante di gratificazione istantanea che a lungo termine produce solo furia, rabbia e narcisismo. Per rimanere in rete coltivando il dialogo, la capacità decisionale e la riflessione bisogna passare dallo slogan ad una visione generale, bisogna superare il sovraccarico di informazioni e dare un significato nuovo al tempo che serve per costruire e difendere la democrazia.

l-baumanL’esperimento in atto è sicuramente stuzzicante perché i cittadini in rete stanno sperimentando nuovi spazi, spazi orizzontali, in cui nascono nuove e vecchie forme di conversazione e si riscoprono nuovi modi per simulare e stimolare la coscienza ed il consenso, per parlare, per decidere, per comunicare senza fatica, per interessarsi al mondo senza ritrarsi, stressati e schiacciati, dalla sfera pubblica. La crescita della consapevolezza parte dalla persona e potrebbe avere un forte impatto sul ceto politico. Potrebbe essere uno dei pochi antidoti ai disturbi della democrazia indotti dal deficit d’attenzione (“L’attenzione è diventata la più scarsa tra le risorse” Zygmunt Bauman).

Il problema per i politici è oggi quello di coltivare il proprio collegio e di essere rieletti, re-inventandosi costantemente un ruolo e una missione per stare a galla nei marosi della politica. Ma questo non basta per far crescere la democrazia. La realizzazione di una democrazia autentica passa oggi per il coinvolgimento diretto della società civile, l’ascolto dell’opinione pubblica, la comunicazione, l’azione collettiva, l’associazione, l’informazione. Da ciò si deduce quanto importanti siano i mezzi di comunicazione di massa per il futuro della democrazia e della politica in senso lato. Non è detto che nell’era dei nuovi media la realizzazione della democrazia diventi un compito più facile. Anzi per farlo sarà necessario coraggio, abilità di apprendimento, mente aperta ed un pragmatismo visionario da parte dei cittadini della rete. La rete infatti finirà per offrire non uno spazio virtuale ma un luogo vitale dove i cittadini possano riunirsi collettivamente per rivitalizzare la vita democratica e costruire le nuove forme di dialogo politico tra individui e tra società civile, partiti e istituzioni.


La TV dei cittadini

Posted by cmazzuc at 18-05-2006 16:09
Un filmato che si può vedere si Arcoiris ( www.arcoiris.tv )e che credo possa interessare molti:

La Tv dei cittadini - Viaggio nella televisione ad accesso pubblico
di Gabriele Flamma e Franz Giordano (2006)
"La tv dei cittadini" mostra come funziona l'Offener Kanal Berlin, il canale radiotelevisivo ad accesso pubblico della capitale tedesca.
In Germania esistono da venti anni gli Open Channel, spazi televisivi via cavo in cui i cittadini possono realizzare autonomamanete le proprie trasmissioni.
Si tratta di una realtà ormai affermata ed inserita nel tessuto sociale.
L'Offer Kanal Berlin sviluppa anche progetti di educazione alla comunicazione con i bambini e segue gli eventi culturali trascurati dai media mainstrem dando visibilità a tante realtà presenti in città.
Quando ci saranno possibilità di questo tipo per i cittadini italiani?


Informazione, media, televisione visti da Cdl e Unione

Posted by cmazzuc at 23-05-2006 21:01
Un breve e interessante articolo trovato su www.lavoce.info che analizza le proposte delle due coalizioni politiche italiane sul tema dei media e della politica.
Il tema della libertà di informazione, delle regole che devono essere applicate per garantire il pluralismo e una equilibrata conduzione della informazione elettorale rappresentano sono state una costante di tutta la campagna elettorale che ha portato il centrosinistra al governo. L'articolo analizza le proposte contenute nei programmi delle due coalizioni......

Per leggere l'intero articolo http://www.lavoce.info.
carlo

by Carlo Mazzucchelli last modified 28-12-2006 09:42
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