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complessità , teoria delle reti
Strumenti per una tomografia assiale delle organizzazioni!
Carlo Mazzucchelli
Strumenti di analisi delle reti sociali: per una “tomografia assiale dell’organizzazione” (TAO).Come trasformare flussi comunicazionali e relazionali tra persone, gruppi, organizzazioni, computer o altri agenti di conoscenza in asset aziendali. Un articolo di Carlo Mazzucchelli pubblicato sul numero di maggio della rivista Computer Business Review
Una prima applicazione concreta dello sviluppo teorico e di ricerca avvenuto in questi anni è rappresentata da strumenti software in grado di analizzare reti sociali dal punto di vista individuale, da quello di una organizzazione, ma anche reti sociali composte da agenti o ‘attori’ utilizzati per simulare il comportamento di una rete di sistemi adattativi complessi quali potrebbero essere ad esempio i Distretti Industriali ( questo argomento sarà trattato in un prossimo articolo ). L’interesse crescente verso strumenti di analisi delle reti sociali nasce da nuovi modi di guardare alle organizzazioni come sistemi complessi ed organismi biologici (viventi), che si sviluppano su molteplici reti relazionali intrecciantesi fino a formare ragnatele apparentemente impenetrabili ad una comprensione immediata. Ogni individuo che opera all’interno di un’azienda fa parte di una rete relazionale che non necessariamente è rappresentata da un organigramma formale e l’abilità di una organizzazione nell’utilizzare pienamente le proprie potenzialità operative dipende sempre più dalla forza delle relazioni esistenti tra i membri dell’organizzazioine stessa. Le realtà di queste reti non possono essere affrontate attraverso metodologie riduzionistiche per ricondurle a dei modelli predefiniti e a delle soluzioni generali. Si tratta infatti di realtà organizzative complesse che richiedono, per essere comprese e gestite a proprio vantaggio l’uso di nuovi paradigmi (creatività, emergenza, imprevedibilità ) e metafore, l’applicazione di nuovi principi , l’uso di nuove metodologie e strumenti software innovativi. Il ContestoL’ambito di applicazione all’interno di una organizzazione è quello del Knowledge Management, delle comunità di pratica, delle intranet e dei portali, delle comunità online e di tutti quei contesti ad elevato carattere collaborativo per i quali l’efficacia – tasso di innovazione, produttività, creatività e soddisfazione del dipendente – è una variabile dipendente della forza delle relazioni esistenti. Queste relazioni rappresentano una componente del cosiddetto capitale sociale di una organizzazione e sono diventate importanti per determinare il successo o l’insuccesso della stessa. Si tratta di un capitale non facile da interpretare perché determinato da elementi intangibili, fluidi e volatili quali: la condivisione di visioni e di obiettivi, la condivisione dei valori, la fiducia, il rispetto reciproco, l’amicizia, il supporto del gruppo, la partecipazione, l’ empowerment, il network, la cooperazione e la collaborazione, il lavoro di squadra, il cameratismo, la comunicazione, il conflitto funzionale, le negoziazioni e molto altro.
Lo strumento di SNA (Social Network Analysis)Si tratta di strumenti che permettono di individuare non solamante le regole che governano l’interazione tra i nodi della rete ma anche alcune proprietà quali il numero di connessioni esistenti tra le persone che costituiscono un ambiente di lavoro collaborativo, il numero di gruppi o sottogruppi esistenti e le loro caratteristiche o qualità, la velocità del flusso di informazione e di conoscenza tra i vari livelli funzionali e organizzativi e gli eventuali colli di bottiglia, chi siano i veri leader e chi stia operando come ‘gatekeeper’. Ma soprattutto questi strumenti permettono di definire per tempo strategie utili a perseguire nuove opportunità là dove si sono evidenziate le maggiori potenzialità in termini di conoscenza e attività (flusso di informazioni). La raccolta di dati e i processi di analisi ad essi applicati servono a definire priorità e cambiamenti appropriati nella strategia aziendale con l’obiettivo di aumentare le interconnessioni e le relazioni sociali esistenti all’interno di una organizzazione per migliorare la comunicazione, lo scambio e il trasferimento di conoscenza, la collaborazione, la comprensione reciproca e la condivisione degli obiettivi. Uno strumento di analisi delle reti sociali è prevalentemente di tipo diagnostico, serve a comprendere meglio come il lavoro venga effettivamente svolto all’interno di una organizzazione, come vengano prese le decisioni, quanto sia efficiente la struttura organizzativa esistente, cosa stia funzionando o meno dopo una fusione o una acquisizione, quanto alcune persone o gruppi abbiano una influenza negativa o positiva sull’organizzazione. I benefici derivano invece dalle azioni che vengono prese dopo aver analizzato i dati raccolti. In organizzazioni complesse è facile individuare ad esempio come uno dei problemi maggiori sia spesso la mancanza di cooperazione tra le diverse unità di pratica. In situazioni di questo tipo l’intervento sarà mirato a rinforzare tutti i processi che servono ad integrare meglio le attività delle pratiche esistenti per ottenere risultati quali: una migliore distribuzione delle responsabilità, una maggiore capacità nel trattenere quei i dipendenti con conoscenze critiche per l’azienda, l’aumento del capitale sociale dell’organizzazione, l’incremento delle capacità innovative, una maggiore produttività e responsabililità individuale, la diminuzione dei gap di conoscenza tra le persone e tra i gruppi di lavoro, decisioni più rapide e intelligenti, l’introduzione di processi nuovi e più efficienti. Come funzionano
Le loro caratteristiche funzionali sono simili, così come simile è il metodo da applicare. Si parte da interviste rivolte alle persone di una organizzazione per conoscere quale importanza venga data ad una certa tipologia di informazione/conoscenza o alla persona che la governa/possiede, ma anche quale sia la frequenza e la qualità dell’interazione con questa persona. Se esistenti si individuano poi le fonti dove reperire i ‘dati relazionali’: mailbox, web logs, blogs, intranet e portali, comunità online etc. Vengono poi utilizzati degli strumenti software per visualizzare delle istantanee fotografiche dei flussi di conoscenza, informazione, e comunicazione della rete così individuata. I dati così raccolti e la loro visualizzazione in forma grafica rimarrebbero inutili se non venissero poi accompagnati da interventi e decisioni prese a partire dalla migliore comprensione del contesto operativo su cui si è deciso di interventire con l’analisi. L’impatto di queste mappe grafiche su manager sempre più gravati dalla necessità di decisioni rapide in ambienti di lavoro integrati e collaborativi è generalmente importante. Queste mappe permettono di confermare intuizioni personali relative alle relazioni all’interno di un gruppo ma soprattutto di rivelare numerose ‘sorprese’ che forniscono elementi utili a comprendere meglio i problemi e le carenze o i punti di forza dell’organizzazione. Gli obiettiviGli obiettivi associabili ad interventi di analisi delle reti sociali sull’organizzazione possono essere diversi quali ad esempio: il rafforzamento della capacità innovativa e creativa di una organizzazione (l’analisi potrebbe portare ad evidenziare quelle relazioni o flussi di informazione utili a focalizzare gli sforzi su progetti innovativi a maggiore possibilità di successo), la comprensione del livello di efficienza dell’organizzazione formale esistente prima o dopo una fusione, acquisiszione, riorganizzazione ecc. ( identificare l’esistenza di strutture informali potrebbe suggerire quali interventi strutturali compiere sull’organizzazione e quali persone o manager promuovere o cambiare), il successo di progetti aziendali grazie ad una politica del personale adeguata e tempestiva ( identificare le risorse giuste e con le competenze adeguate per ogni ripologia di progetto). La lettura e la comprensione dei dati raccolti attraverso un intervento di analisi delle reti sociali sull’organizzazione permette all’azienda di agire a livello strutturale ed organizzativo, di sviluppare reti di conoscenza, accelerando ad esempio l’adozione di tecnologie collaborative in grado di favorire lo scambio e la collaborazione o di attivare modalità operative finalizzate a rafforzare le relazioni di gruppo esistenti ed infine di favorire l’emergere nell’organizzazione di nuove leadership e capacità decisionali individuali sia a livello professionale sia a livello personale. Ambiti di applicazioneGli strumenti di analisi delle reti sociali possono essere visti come una delle pratiche utili a progetti di knowledge management per la creazione, condivisione e utilizzo dei capitali intellettuali, tangibili ed intangibili, di una organizzazione. In questo ambito questi strumenti permettono di approcciare problemi concreti quali: la gestione di progetti distribuiti che coinvolgono un numero elevato di persone, l’individuazione di persone con competenze ed esperienze vitali per il futuro dell’azienda per trattenerle con programmi ed incentivi ad hoc, l’aumento della capacità innovativa, della produttività e della responsbailità individuale e di gruppo riducendo il gap di conoscenza esistente tra le persone e riducendo il tempo necessario alle persone per individuare le conoscenze a loro necessarie. Questo tipo di intevernti può essere fatto one-time o programmato all’interno di una strategia aziendale coerente con un approccio di tipo adattativo che tiene conto dell’estrema volatilità e dinamicità dei dati presi in esame. Se compreso nella sua potenzialità è un intervento con elevato ritorno sugli investimenti perché in grado di fornire informazioni utili alla comprensione di fenomeni complessi e difficili da descrivere diversamente. Quanto costanoUno strumento di analisi delle reti sociale quale TecFlow di iQuest, Inflow sviluppato da Valdis Krebs o Pajek e UCINET può costare tra i 5000/10000 Euro. L’applicazione di strumenti di questo tipo richiede il coinvolgimento e il sostegno della direzione aziendale.
Letture consigliateNumerosi sono i libri disponibili sull’argomento apparsi negli ultimi anni all’estero ed anche in Italia. Molti sono ancora per specialisti, non pochi anche per non specialisti e per manager curiosi e attenti alle nuove tendenze in atto nel campo delle muove teorie della complessità applicata al management: Models and Methods in SNA di Peter Carrington, The development of SNA di Linton Freeman, SNA: Methods and applications di Stanley Wasserman e SNA: A Handbook di J. Scott. |
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In un articolo precedente ho descritto la realtà e l’importanza attuale delle reti sociali ( conta chi conosci, non quanto conosci! ), e come lo studio di queste realtà sia ormai uscito fuori da contesti puramente accademici e di ricerca, per toccare ambiti non solo sociali ma anche professionali e legati al business ( l’importanza nell’organizzazione delle reti informali).
La possibilità di analizzare queste relazioni è resa oggi possibile dalle scoperte recenti nel campo delle scienze delle reti (network analysis) che hanno permesso l’individuazione di leggi fisiche che governano la struttura, l’evoluzione e la personalità delle reti esistenti in natura ( biologiche, neuronali, elettroniche, umane ecc.). Questa ricerca applicata alle organizzazioni (social network analysis) ha permesso di confermare la validità della teoria dei piccoli mondi di Granovetter ( poi sviluppata da Watt e Strogatz) o dei sei gradi di separazione di Erdos e ha favorito la nascita di metodi e strumenti diagnostici per la raccolta e l’analisi dei dati relativi alle relazioni tra persone e tra entità o ‘agenti’ in contesti simulati.
Nonostante il molto lavoro di ricerca e sviluppo cresciuto negli anni all’interno delle università o nei centri di ricerca e sviluppo di aziende software quali ad esempio HP, i prodotti di analisi delle reti sociali disponibili sul mercato sono ancora limitati e richiedono conoscenze sociologiche e matematiche non comuni per poter essere utilizzati con profitto.