Il treno dell'innovazione ed il nanismo del sistema complessoLa Provocazione..Il treno dell'innovazione non è ancora perso. Eliminare gli stereotipi, essere più aperti a idee, novità e sorprese, strutturare aiuti economici davvero efficaci. Può essere questa la giusta ricetta per non perdere alcun treno. (Alfonso Fuggetta) 09/06/2006 Al di là delle diverse interpretazioni che si possono dare del momento oggettivamente non facile della nostra economia, è indubbio che si pone un problema articolato e complesso di posizionamento del nostro paese nello scenario competitivo mondiale. Non è possibile illuderci che i nostri problemi siano transitori e legati solo all’alto costo del lavoro o del petrolio. È difficile immaginare che il prezzo del greggio possa scendere in modo significativo, anzi c’è da augurarsi che non salga ancora troppo. Allo stesso modo, se vuole mantenere il tenore di vita tipico di una società occidentale, è evidente che il nostro paese non potrà mai competere a livello internazionale contando su un costo del lavoro più basso. La realtà è che il mondo è cambiato. Non è possibile continuare a produrre cose vecchie; dobbiamo fare cose nuove. È sul terreno della crescita e dello sviluppo che si verificherà la capacità del nuovo Governo di imprimere una svolta reale al paese. A partire dalla eliminazione di alcuni stereotipi che ci portiamo dietro da anni. Tratto da www.lavoce.info, di Alfonso Fuggetta Aggiungerei l'incapacità e la preclusione a voler fare sistema networistico sinergico alias: Stai nel tuo giardinetto che io resto nel mio, classico di un sistema economico frammentato, un vantaggio competitivo in passato una debolezza nel mondo globalizzato In Economia sopravvive chi si adatta meglio, non il più forte, ma conta la massa flessibile che si ottiene aggregando agenti del mercato. "La battaglia si vince prima di combatterla" ( Sun Tzu ). Mi comincio a chiedere se non sia dovuto anche al cervello da canarino ( Wind ) di chi vede una minaccia dove invece ci sono opportunità. Domande: Quante sono le società, partnership, sinergie aggreganti gli advisor e i professional in Italia di dimensioni medio/grandi versus l'Estero? Come mai l'attuale situazione in Italia versus l'Estero? E' figlia di una certa cultura/mentalità/dimensione proprie del nostro Paese? Per quali motivazioni oggettive è così difficile le aggregazioni sinergiche in Italia? Attendo Vostre, spero non il solito silenzio omologante di quanto sopra. Saluti. Alberto Claudio Tremolada La Nostra RispostaI mali che denunci sono tutti reali e forse fin più gravi di quanto si percepisca per il semplice motivo che la vera causa di tanti problemi italiani sta in retaggi culturali duri a morire (o, come insegna Max Plank parlando di evoluzione delle scienze, "occorre che tutta una generazione muoia perchè un nuovoo pernsiero scientifico emerga.") |
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Triste, ma è così.
Allora, dal mio punto di vista il problema culturale cronico italiano riguarda l'indisponibilità alla vera apertura mentale, alle vere novità, al sincero rifiuto di vecchie "verità" insegnate e assorbite tanto da inneggiare sempre più a forme dannose di provincialismo e persino campanilismo.
"Piccolo è bello", solo perchè compatibile con un contesto limitato - geograficamente e cilturalmente, non può più funzionare in un contesto sempre più globalizzato, quindi complesso, quindi caotico, quindi....imprevedibile!
Ma in Italia, affrontare SCIENTIFICAMENTE tali quaestioni richiede, temo, un salto generazionale. I condizionamenti religiosi hanno provocato una tale diffidenza verso le SCIENZE - ignota nel mondo anglosassone - da rendere sospetta qualsiasi apertura o novità che arrivi da tale ambito.
A noi tutti portare avanti un messaggio di conoscenze scientifiche (una "Nuova Etica della Conoscenza") che ci affranchi da tali ignoranze e schiavitù a modelli produttivi che premiano (non a caso) la produzione di pelletteria, scarpe e tessuti e non di tecnologia e servizi avanzati.
Tale treno, i grafici econometrici lo confermano, l'abbiamo forse perso a vantaggio di UK, Francia, Spagna per parlare solo di Paesi vicini.
Uniamoci per questa Nuova Etica della Conoscenza - scientifica!
Ad majorem!
Nicola